Un cannone da 40 mm su una portacontainer: è l'immagine diffusa da Bae Systems Bofors per presentare Sea Tridon C, un sistema d'arma alloggiato in un container standard, che si può installare temporaneamente anche sulle navi commerciali. Svelato il 3 novembre 2026 a Euronaval, a Parigi-Villepinte, è la versione in container standard del Sea Tridon, un sistema d’arma che abbina il cannone a un sistema di tiro elettro-ottico integrato, permettendogli di operare in modo indipendente in mare. Presentandolo, la presidente di Bae Systems Bofors, Lena Gillström, ha spiegato che le minacce marittime evolvono rapidamente e richiedono soluzioni flessibili e che marine e operatori marittimi possono scegliere il livello di capacità più adatto alle loro esigenze.
Il modulo permette di armare anche navi prive di depositi per le munizioni, ha spiegato Stefan Löfström, direttore marketing e vendite di Bae Systems Bofors: i proiettili sono conservati sotto l'affusto, nel container stesso, che è disponibile nelle versioni da 10 e 20 piedi. Nella versione da 10 piedi il cannone poggia su un container che ospita un carosello da 60 colpi, ma Löfström consiglia quello da 20 piedi, che permette di raddoppiare almeno le munizioni e di ricavare un vano per le apparecchiature di comando e controllo. Il container è costruito per sopportare il rinculo e distribuirlo sul ponte, che su una nave mercantile non è progettato per un simile impulso, quindi Löfström aggiunge che la soluzione più grande riduce anche le sollecitazioni sulla struttura. Bae indica che il modulo può integrare un impianto di alimentazione e di climatizzazione. Le munizioni 3P si programmano subito prima dello sparo e hanno sei modalità di funzionamento della spoletta, così che un'unica famiglia di munizioni può ingaggiare bersagli aerei, di superficie e costieri. Il cannone può sparare 300 colpi al minuto e, secondo Bae, è efficace fino a quattro-cinque chilometri. Nelle prove avrebbe abbattuto droni anche con un solo colpo. La gittata massima dichiarata è di 12.500 metri.
Bae finanzia lo sviluppo e cerca i primi clienti. Löfström precisa che non c'è ancora un cliente di lancio, ma sono in corso trattative avanzate con diversi interlocutori, tra cui alcune marine interessate a installare i container armati su unità senza equipaggio. Il programma si è concentrato finora su prove a terra e l'azienda intende intensificare nei prossimi dodici mesi quelle della variante navale, compreso il modulo in container. L'idea di armare le portacontainer con sistemi modulari non è nuova: nel febbraio 2019 Mbda presentò a Idex, ad Abu Dhabi, Spimm, un modulo con missili Mistral per dare una difesa a corto raggio alle portacontainer altrimenti disarmate nelle zone ad alto rischio. Christophe Leduc, responsabile dei sistemi navali di Mbda, spiegò che un sistema permanente è costoso, richiede equipaggi addestrati e non serve per la maggior parte del tempo.
Sul piano giuridico non esiste una norma globale sulle armi a bordo di navi civili: le circolari dell'Organizzazione Marittima Internazionale sono linee guida, lo Stato di bandiera ha l'ultima parola e gli Stati costieri e portuali possono imporre regole più severe. Però queste circolari riguardano le guardie armate private, non l'installazione di cannoni navali, e già nel 2012 l'Imo riconosceva che il trasporto di armi da fuoco sulle navi mercantili è una questione giuridica complessa, su cui gli Stati membri hanno posizioni diverse. Nella dichiarazione congiunta del 9 luglio 2025 sugli attacchi nel Mar Rosso, Ics, Bimco, European Shipowners, Intercargo e Intertanko chiesero agli Stati di mantenere un sostegno solido alla protezione del traffico e nel 2011 l'Ics lasciò all'armatore la scelta di imbarcare guardie armate, con l'approvazione dello Stato di bandiera e degli assicuratori.
M.G.






































































