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  • Camionista spara a un collega con pistola scacciacani

    Camionista spara a un collega con pistola scacciacani

    Un camionista di 42 anni è stato denunciato dalla Polizia Stradale di Modena per minaccia aggravata dopo aver esploso un colpo con una pistola scacciacani contro un collega lungo l'A1, al culmine di una lite tra autotrasportatori nei pressi di Modena Nord.

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  • Il tifone Dolphin ingolfa ancora il porto di Shanghai

    Il tifone Dolphin ingolfa ancora il porto di Shanghai

    Dieci giorni dopo il passaggio del ciclone Dolphin i terminal di Yangshan registrano attese fino a dieci giorni prima dell'ormeggio con oltre trenta navi in coda. Nel Nord Asia restano bloccati più di 2,4 milioni di teu di capacità.

    Chiesto il rinvio a giudizio per fallimento nell’autotrasporto trapanese

    La Procura di Marsala ha chiesto a febbraio 2026 il rinvio a giudizio di cinque persone nell’ambito dell’inchiesta sul fallimento di una società di autotrasporto merci della provincia di Trapani, dichiarata insolvente dal Tribunale di Marsala a novembre 2020. Il dissesto, quantificato in circa 1,271 milioni di euro riguarda un operatore attivo nel trasporto su gomma, con sede nel territorio tra Mazara del Vallo e Marsala. Le accuse ipotizzate sono bancarotta fraudolenta ed evasione fiscale. Le indagini sono state condotte dalla Guardia di Finanza su delega della Procura.

    Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’amministratore di fatto e quello formale della società fallita, insieme ai responsabili di altre tre imprese dell’indotto, avrebbero sottratto o distratto beni e risorse dell’azienda prima e durante la fase di crisi. Tra gli elementi al centro dell’inchiesta ci sono trattori stradali, semirimorchi, motrici e disponibilità finanziarie per diverse centinaia di migliaia di euro. I mezzi sarebbero stati ceduti o trasferiti a società ritenute collegate, con l’effetto di svuotare progressivamente il patrimonio della società poi fallita.

    La richiesta di rinvio a giudizio si fonda anche sui risultati della curatela fallimentare, che si è costituita parte civile per tutelare i creditori. Spetterà ora al giudice dell’udienza preliminare decidere se disporre il processo. Il fallimento del 2020 s’inserisce in una vicenda imprenditoriale già segnata, negli anni precedenti, da misure di prevenzione patrimoniale. Nel 2014 la Direzione Investigativa Antimafia di Trapani eseguì un sequestro di beni per circa 2 milioni di euro, disposto dal Tribunale di Trapani nei confronti dell’imprenditore ritenuto al centro del gruppo societario. Il provvedimento riguardò immobili, terreni, mezzi e partecipazioni societarie, tra cui l’intero capitale della società poi fallita. Nel 2016 la confisca fu confermata per un valore superiore a 1,8 milioni di euro.

    Le misure di prevenzione erano collegate a un presunto accordo tra esponenti della criminalità organizzata siciliana e campana per il controllo del trasporto ortofrutticolo verso i mercati del Sud Italia. Quelle vicende riguardano un piano diverso rispetto all’attuale contestazione di bancarotta, che si concentra sulla gestione societaria e sulle operazioni compiute in prossimità del fallimento. Non risultano, allo stato, collegamenti formali tra il procedimento per bancarotta e specifiche imputazioni di tipo mafioso.

    L’impianto accusatorio ricalca uno schema già emerso in altre indagini nel territorio trapanese: la prosecuzione dell’attività di trasporto attraverso nuove società, mentre quella originaria accumula debiti verso Erario e fornitori. In casi analoghi, la Guardia di Finanza ha contestato la creazione di nuove imprese per continuare a operare con la stessa flotta, lasciando la società destinata al fallimento priva di mezzi e con esposizioni superiori a 2,5 milioni di euro.

    Nel caso in esame, il passivo di 1,271 milioni di euro rappresenta una soglia rilevante per una realtà territoriale di medie dimensioni. Per il comparto dell’autotrasporto merci, caratterizzato da margini contenuti, elevati costi di carburante e manutenzione e forte esposizione fiscale e contributiva, la gestione della liquidità è un fattore critico. Quando la flotta viene trasferita o frammentata tra più soggetti giuridici, l’equilibrio patrimoniale si altera rapidamente e il rischio di insolvenza cresce. La provincia di Trapani registra negli ultimi anni una serie di inchieste che coinvolgono imprese di trasporto e logistica, con contestazioni che spaziano dalla bancarotta ai reati tributari fino, in alcuni casi, all’indebita percezione di contributi pubblici.

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