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Cronaca

  • Camionista denunciato per furto in logistica nel Reggiano

    Camionista denunciato per furto in logistica nel Reggiano

    Un autotrasportatore di 59 anni residente a Parma è stato denunciato per furto aggravato dopo aver nascosto capi Armani per circa 1.600 euro nel proprio camion durante un'operazione di carico in un'azienda di logistica di Castelnovo di Sotto, nel Reggiano.

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    Cambio a Livorno nella gestione del Terminal Calata Orlando

    Il terminal Calata Orlando del porto di Livorno passa sotto il controllo diretto dei Gruppi Fratelli Neri e Nova Marine Carriers, che hanno acquisito la maggioranza dalla holding NR Investimenti. La quota restante rimane alla famiglia Alberti.

    Camionisti spagnoli protestano per la pensione anticipata

    Il 10 marzo 2026 migliaia di conducenti professionali del trasporto su strada si sono concentrati a Madrid, davanti alla sede del ministero dei Trasporti e Mobilità Sostenibile, per chiedere l’introduzione della pensione anticipata attraverso i cosiddetti coefficienti riduttivi. La mobilitazione, promossa dai principali sindacati del settore, s’inserisce in una vertenza aperta da mesi e riguarda un bacino stimato di oltre 700mila lavoratori tra trasporto merci e passeggeri. Secondo il quotidiano El País, i partecipanti sarebbero stati circa 5.000, mentre altre cronache parlano di alcune centinaia di presenze.

    La protesta è stata organizzata dai sindacati Ccoo e Ugt, attraverso le rispettive strutture dedicate al trasporto su strada e alla logistica, con l’obiettivo di sollecitare una decisione da parte della Seguridad Social sul riconoscimento del carattere usurante della professione. La scelta del luogo non è casuale: i sindacati individuano nel ministero dei Trasporti un interlocutore politico diretto, pur sapendo che la competenza tecnica spetta al ministero dell’Inclusione, Seguridad Social e Migrazioni.

    Al centro della mobilitazione c’è la richiesta di applicare coefficienti riduttivi all’età pensionabile dei conducenti professionali. In concreto, ciò consentirebbe di anticipare l’uscita dal lavoro fino a circa 55 anni per chi ha maturato una lunga carriera nel settore, senza penalizzazioni economiche sull’assegno pensionistico. I sindacati denunciano che gli attuali requisiti rendono di fatto inaccessibile questa possibilità, definendoli “impossibili da soddisfare”.

    La vertenza è nata nell’ottobre 2025, quando le organizzazioni sindacali, con il supporto anche di associazioni datoriali, hanno presentato la documentazione necessaria per avviare il procedimento presso la Dirección General de Ordenación de la Seguridad Social. Il fascicolo include dati su incidentalità, condizioni di lavoro, patologie professionali e carichi fisici, con l’obiettivo di dimostrare la natura gravosa dell’attività. La normativa spagnola prevede infatti la possibilità di riconoscere regimi pensionistici agevolati per categorie esposte a rischi elevati. A marzo 2026, tuttavia, la decisione non è ancora stata resa pubblica, nonostante il termine di sei mesi previsto per l’istruttoria sia in scadenza. Questo ritardo alimenta l’incertezza tra i lavoratori e rafforza la mobilitazione. La manifestazione si colloca proprio in questa fase critica del procedimento, con i sindacati intenzionati a mantenere alta la pressione istituzionale.

    Le motivazioni alla base della richiesta si concentrano sulle condizioni operative del lavoro di guida. I sindacati evidenziano turni prolungati, lavoro notturno, riposi irregolari e permanenza prolungata in cabina, oltre a fattori fisici come vibrazioni, rumore e movimentazione delle merci. A questi si aggiungono rischi per la salute cardiovascolare e muscolo-scheletrica, stress e un’elevata esposizione agli incidenti stradali. L’insieme di questi elementi giustificherebbe un trattamento previdenziale differenziato.

    Durante la protesta, i rappresentanti sindacali hanno alternato interventi tecnici a messaggi di pressione politica, evocando esplicitamente il rischio di scioperi. La parola “huelga”, ossia sciopero è stata più volte richiamata dalla piazza, segnalando un possibile inasprimento del conflitto in caso di esito negativo della vertenza. La minaccia riguarda l’intero comparto del trasporto su strada, con potenziali effetti sulla distribuzione delle merci e sulla mobilità dei passeggeri.

    Il nodo centrale resta quello della sostenibilità economica. L’estensione dei coefficienti riduttivi a una platea di oltre 700mila lavoratori comporterebbe un aumento della spesa pensionistica, tema sensibile per il Governo. Allo stesso tempo, il trasporto su strada rivendica il riconoscimento di condizioni di lavoro particolarmente gravose, ponendo la questione anche in termini di sicurezza e continuità operativa della catena logistica.

    P.R.

    © TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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