Nei Paesi Bassi gli autisti di veicoli industriali impegnati su percorsi internazionali hanno registrato, nel primo trimestre del 2026, l'incremento salariale più rapido tra tutte le categorie professionali censite nel campione delle piccole e medie imprese olandesi. Secondo il Loonindex pubblicato da Van Spaendonck e Loket - uno strumento che analizza circa 1,2 milioni di buste paga mensili del tessuto produttivo olandese - la retribuzione media per questa categoria ha raggiunto 3.840 euro lordi al mese, con un rialzo del 13,4% rispetto al quarto trimestre del 2025. Nello stesso periodo, il salario mediano dell'insieme delle piccole e medie imprese si è fermato a 3.612,52 euro, con una crescita trimestrale del 3,21%.
Il dato emerge in un contesto di dinamiche salariali già sostenute a livello contrattuale. Il Cao Beroepsgoederenvervoer - il contratto collettivo nazionale del trasporto merci su strada, stipulato tra le associazioni datoriali, in primo luogo Tln, e le organizzazioni sindacali Fnv e Cnv - ha previsto negli ultimi due anni una sequenza di aumenti che, sommati, superano il 14%. A partire dal 1° gennaio 2024 le retribuzioni tabellari sono salite del 4%, seguite da un ulteriore rialzo del 2% il 1° luglio 2024. Il 1° gennaio 2025 è scattato un nuovo aumento del 4%, e dal 1° gennaio 2026 tutte le fasce da A a H hanno beneficiato di un ulteriore 4%, che ha riguardato anche le principali indennità, tra cui i rimborsi per i pernottamenti fuori sede.
Le tabelle salariali pubblicate da Tln, Sfmobiliteit e Loonwijzer mostrano in dettaglio i valori lordi mensili in vigore da inizio 2026. Un autista inquadrato nella fascia D, tipica del trasporto nazionale e internazionale standard, può raggiungere al massimo scala circa 3.520 euro lordi al mese. Per la fascia E, riservata a funzioni più qualificate o a carichi più complessi, il valore massimo si avvicina a 3.840 euro. Al vertice della struttura, la fascia H — che comprende trasporti speciali, funzioni senior e alta responsabilità — supera i 5mila euro lordi mensili.
Queste cifre rappresentano tuttavia il minimo garantito dal contratto collettivo. Per gli autisti impegnati su tratte internazionali, la retribuzione effettiva è più alta per effetto di componenti aggiuntive che non emergono dalle sole tabelle: le indennità di soggiorno, le maggiorazioni per le notti trascorse fuori casa, i compensi per lavoro straordinario e notturno. Sono questi elementi a spiegare perché, nei dati del Loonindex, la categoria degli autisti internazionali risulti non solo meglio retribuita rispetto ai colleghi impegnati su percorsi nazionali, ma anche caratterizzata da aumenti molto più marcati.
Il quadro contrattuale degli ultimi due anni non si è limitato a ritoccare le percentuali. I rinnovi hanno anche modificato la struttura interna delle fasce, eliminando quelle considerate troppo basse - come la vecchia fascia A' e il cosiddetto "trede 0" - e rimodulando verso l'alto gli scaglioni d'ingresso delle scale funzionali. Una scelta esplicitamente orientata a rendere la professione più attraente, in risposta a una carenza di personale che le organizzazioni di settore e sindacali descrivono da anni come strutturale. Gli aumenti degli ultimi rinnovi hanno infatti tra i loro obiettivi dichiarati quello di attirare nuovi autisti, in particolare giovani e neofiti. Le posizioni vacanti non coperte rimangono elevate, e la difficoltà di reclutamento si concentra soprattutto sulle figure disponibili a lavorare su tratte internazionali, con ritmi e modalità spesso incompatibili con la vita familiare.
Il confronto con i dati macroeconomici forniti dal Cbs, l'ufficio statistico nazionale olandese, aiuta a collocare le dinamiche del settore in una prospettiva più ampia. Nel primo trimestre del 2026, i salari negoziati nei contratti collettivi sono cresciuti in media del 4,5% su base annua, con una crescita reale del 2% dopo l'inflazione. La distanza rispetto all'incremento trimestrale del 13,4% registrato per gli autisti internazionali è notevole e suggerisce che, almeno in questo segmento, le forze di mercato stiano operando con un'intensità ben superiore a quella dei rinnovi contrattuali. Lo stesso Cbs, tuttavia, segnala un elemento di tensione sul versante delle imprese: negli ultimi dieci anni la produttività del settore dei trasporti non è cresciuta. L'aumento delle retribuzioni, in assenza di guadagni di efficienza corrispondenti, si traduce in una pressione sui margini operativi delle aziende di autotrasporto, già alle prese con costi energetici elevati e una concorrenza internazionale intensa. La corsa salariale degli autisti, per quanto giustificata dalla scarsità dell'offerta, pone quindi una domanda aperta sulla sostenibilità del modello nel medio periodo.
Pietro Rossoni





































































