Lunedì 28 settembre i lavoratori dei porti italiani stanno scioperando per 24 ore. Lo sciopero nazionale è stato proclamato dall'Unione Sindacale di Base (Usb) e riguarda i dipendenti delle imprese ex articoli 16, 17 e 18 della Legge 84/1994, delle Autorità di Sistema Portuale e delle aziende che applicano il Ccnl dei porti. Il bilancio diffuso in serata dal sindacato indica come dato principale il terminal Psa di Genova, che Usb definisce "il più importante d'Italia", che sarebbe rimasto completamente fermo, mentre negli altri terminal genovesi le adesioni sarebbero state superiori al 70%. Negli altri scali i numeri comunicati da Usb sono più bassi ma sempre consistenti. A Livorno l'adesione nei terminal container Tdt e Lorenzini avrebbe superato il 60-70%. A Trieste, Ancona e Civitavecchia le percentuali sarebbero oltre il 50% della forza lavoro. A Gioia Tauro, dove Usb opera insieme a Orsa Porti, il sindacato parla di adesioni oltre il 70%. Usb sottolinea il dato di Monfalcone, con un'adesione intorno al 60% in un porto dove non ha una propria struttura organizzata. Nessuna di queste cifre è stata confermata da altre fonti.
Alla base della vertenza c'è il riconoscimento del lavoro portuale come usurante ai fini pensionistici. Il 7 maggio, durante il precedente sciopero nazionale con presidio davanti al ministero del Lavoro, il ministero aveva annunciato un tavolo tecnico sul tema, che però non è mai stato convocato. Usb e Orsa ricordano che nei porti si lavora su turni che coprono le 24 ore. Ricordano anche che l'età media degli addetti operativi cresce: più della metà ha superato i 50 anni.
Il secondo fronte riguarda la riforma dei porti all'esame del Parlamento. Il sindacato contesta un emendamento presentato dalle forze di maggioranza, che permetterebbe alle imprese ex articolo 16 di ricorrere alle agenzie interinali per le operazioni portuali. In questo modo, sostiene Usb, verrebbero aggirati il sistema regolato dall'articolo 17 e il ruolo delle compagnie portuali. Usb e Orsa chiedono il ritiro dell'emendamento. La piattaforma comprende anche l’opposizione alla nuova direzione portuale e alla costituzione di Porti d'Italia spa, la difesa della Legge 84/1994 e aumenti salariali legati al recupero del potere d'acquisto.
Durante la giornata le delegazioni sindacali hanno incontrato prefetti e Autorità di Sistema Portuale. A Genova il presidio si è svolto davanti alla Prefettura e una delegazione è stata ricevuta dal prefetto. A Trieste i rappresentanti di Usb hanno incontrato il prefetto Giuseppe Petronzi, che ha assicurato di riportare le richieste al Governo. A Livorno i portuali hanno manifestato davanti alla sede dell'Autorità di Sistema Portuale e hanno chiesto un incontro urgente. Nella nota finale Usb collega lo sciopero anche ai tentativi della Commissione di Garanzia di limitare l'esercizio del diritto di sciopero nel settore. Il calendario prevede un'assemblea nazionale dei lavoratori portuali a Genova il 3 ottobre e un nuovo sciopero il 30 ottobre, contro la militarizzazione dei porti e l'automazione.










































































