Al padre di Marracash rubarono il camion con cui aveva cercato di ricominciare dopo aver perso il lavoro. Quello di Brad Pitt costruì un’impresa di autotrasporto partendo dalla povertà. Due vicende lontane, che il nuovo episodio del podcast K44 “«”Mio padre, un camionista” accosta alle storie di Elvis Presley e Sean Connery, entrambi passati anche personalmente dalla guida di un camion prima di diventare celebri. L’episodio attraversa la periferia milanese, gli Stati Uniti e la Scozia per raccontare quanto il mestiere dei padri abbia inciso nella vita di quattro protagonisti della musica e del cinema. Conduce il racconto Marco Mancini, che ricostruisce le loro origini attraverso ricordi, testimonianze e passaggi delle rispettive carriere.
Per Marracash, il camion rubato al padre è un episodio della storia familiare che ritorna nella musica. La perdita del mezzo, le difficoltà economiche e il lavoro della madre nelle case altrui entrano nel racconto delle differenze sociali da cui nasce una parte della sua scrittura. Nella storia di Brad Pitt, invece, l’impresa paterna è anche un luogo di lavoro: prima di partire per Los Angeles, il futuro attore è passato dal magazzino dell’azienda. Nei suoi ricordi tornano le lunghe settimane lavorative del padre e il tempo che riusciva comunque a dedicare ai figli. Con Elvis Presley il rapporto tra camion e musica diventa ancora più diretto: come il padre aveva lavorato nelle consegne, il giovane Elvis trasportava materiale elettrico a Memphis mentre coltivava l’ambizione di cantare. Sean Connery, cresciuto in una famiglia operaia di Edimburgo, ha svolto numerosi mestieri, compreso quello di camionista già esercitato dal padre, prima di trovare la propria strada nella recitazione. L’episodio dura circa ventidue minuti e fa parte della serie prodotta da K44, il progetto di TrasportoEuropa e Uomini e Trasporti.








































































