Angelo Spalletta è un noto autotrasportatore siciliano che ha 57 anni di attività alle spalle ed è ancora alla guida di un veicolo industriale e che vanta anche una lunga militanza per la categoria. Dal 1982 al 2006 è stato infatti presidente regionale di Confartigianato Trasporti e ha ricevuto la delega nazionale di rappresentanza presso enti e istituzioni per la salvaguardia della sicurezza stradale e per le problematiche connesse alla criminalità organizzata. Con questa sua esperienza, ha scritto ai ministri dei Trasporti, del Lavoro e delle Politiche Sociali, della Salute e dell'Interno per sollecitare interventi urgenti sulle condizioni di sicurezza, di riposo e di lavoro degli autotrasportatori italiani. La lettera elenca quattro punti critici: le aree di sosta, l'alimentazione, lo stato del manto stradale e la difficoltà di trovare nuovi conducenti.
Spalletta ritiene il primo problema il più grave e lo descrive partendo da un orario: "Ogni giorno, a partire orientativamente dalle ore 16.00, trovare un parcheggio nelle aree di servizio autostradali diventa praticamente impossibile. Gli stalli disponibili risultano del tutto insufficienti rispetto al numero di mezzi circolanti". Una situazione che “costringe moltissimi conducenti a fermarsi nelle corsie di emergenza o in aree improvvisate, prive di qualsiasi requisito di sicurezza e assolutamente inadatte al riposo". La lettera ricorda che la normativa europea e nazionale impone agli autotrasportatori specifici periodi di riposo, pensati per la sicurezza della circolazione, e osserva che "il semplice rispetto formale delle ore di sosta non coincide con un reale recupero delle energie psicofisiche". Il motivo sta nelle condizioni in cui il riposo avviene: "Dormire in corsia di emergenza significa essere continuamente esposti al fortissimo rumore prodotto dal traffico pesante e al costante spostamento d'aria provocato dal passaggio di camion e autobus a pochi metri dal veicolo in sosta." Ogni veicolo che passa, aggiunge, genera vibrazioni e oscillazioni del camion fermo: "L'autista viene frequentemente svegliato, riposa male e riparte spesso più affaticato di quando si era fermato."
A ciò si aggiunge il timore di essere coinvolti in incidenti "causati da eventuali distrazioni di altri conducenti" o da veicoli che invadano per errore la corsia di emergenza, con "un notevole stress fisico e psicologico". Le conseguenze, per Spalletta, si leggono sui giornali: "La mancanza di un riposo effettivo compromette inevitabilmente l'attenzione, rallenta i tempi di reazione, riduce la capacità di concentrazione e aumenta il rischio di errori durante la guida." L'autore precisa che ogni incidente ha cause specifiche, da accertare da parte delle Autorità competenti, ma ritiene "innegabile che la stanchezza e la mancata possibilità di recuperare adeguatamente le energie rappresentino fattori di rischio che meritano la massima attenzione da parte delle Istituzioni". Da qui la proposta di un piano nazionale per ampliare le aree di sosta, con "parcheggi sicuri, sufficientemente capienti e realmente idonei a consentire il riposo previsto dalla Legge".
Il secondo punto riguarda l'alimentazione. Per Spalletta, chi passa intere settimane sulle strade italiane dovrebbe poter contare su un'offerta alimentare equilibrata e di qualità, mentre "nella maggior parte degli autogrill l'offerta disponibile è spesso caratterizzata da alimenti altamente processati, con scarsa disponibilità di pasti completi e bilanciati". Una corretta alimentazione, scrive, è tra gli elementi fondamentali per mantenere lucidità, capacità di concentrazione e buone condizioni di salute in un lavoro impegnativo sul piano fisico e mentale.
La terza criticità è lo stato delle autostrade. "Da alcuni anni si riscontra un progressivo deterioramento della pavimentazione di numerosi tratti autostradali", rileva la lettera. Le sollecitazioni delle pavimentazioni irregolari, spiega, "incidono pesantemente sulla meccanica dei veicoli industriali, provocando un'usura precoce di sospensioni, boccole, cuscinetti, ammortizzatori e di numerosi altri componenti meccanici, con inevitabili aumenti dei costi di manutenzione e maggiori rischi per la sicurezza".
L'ultimo problema investe l'intero comparto: "Sempre meno persone sono disposte a intraprendere questa professione." Le aziende, scrive Spalletta, "incontrano crescenti difficoltà nel reperire nuovi conducenti qualificati, mentre numerosi autisti decidono di abbandonare il settore proprio a causa delle condizioni di lavoro sempre più gravose". Per questi motivi la lettera invita i ministeri competenti a istituire "un tavolo permanente di confronto con le rappresentanze del settore e con gli operatori che quotidianamente vivono queste problematiche". Spalletta è convinto che "le soluzioni esistono e possono essere individuate soltanto attraverso un dialogo concreto con chi conosce la realtà dell'autotrasporto". Il testo si chiude con un appello agli organi di informazione nazionale, perché diano voce a una categoria che, ricorda, garantisce ogni giorno "l'approvvigionamento di merci, alimenti, medicinali, materie prime e beni indispensabili per cittadini e imprese".










































































