Il costruttore cinese di autoveicoli Byd avrebbe ordinato dieci nuove pure car and truck carrier (Pctc) da 9.200 ceu ciascuna, secondo quanto riportato da alcune testate estere che citano fonti di filiera non identificate circolate inizialmente su LinkedIn. Le navi sarebbero realizzate da China Merchants Shipbuilding Industry Group nei cantieri navali di Jinling e Haimen, con consegne scaglionate fra il 2027 e il 2029. Al momento né Byd né il costruttore navale hanno confermato l'operazione che, se confermata, aggiungerebbe 92mila ceu di capacità e porterebbe la flotta di proprietà di Byd da otto a diciotto unità, per oltre 130mila ceu complessivi. Le otto Pctc oggi operative sono la Pioneer 1, la Shenzhen, la Changzhou, la Xi'an, la Hefei, la Changsha, la Zhengzhou e la Jinan.
Questa espansione della flotta fa parte di una rapida crescita delle esportazioni automobilistiche cinesi: China Passenger Car Association (Cpca) attribuisce a Byd 183.746 veicoli passeggeri a marca propria esportati ad agosto 2026, con un aumento del130,8% su base annua, per un cumulato tra gennaio e agosto di 1.126.797 unità e una quota del 33,9% sulle esportazioni complessive di Nev cinesi. Proprio la disponibilità di stiva avrebbe frenato le vendite estere nel 2026: una nota di Deutsche Bank che riporta i commenti della direzione dopo la trimestrale segnala che i volumi sarebbero stati superiori con capacità di trasporto marittimo sufficiente. Byd ha comunque elevato l'obiettivo di vendite all’estero per il 2026 a un intervallo fra 1,9 e 2 milioni di veicoli, dai 1,3 milioni indicati a gennaio, puntando a superare 2,5 milioni nel 2027.
Intanto i noli delle Pctc stanno attraversando una fase di forte volatilità. Dopo il picco di oltre 100mila dollari al giorno toccato nel 2024, la tariffa per una nave da 5mila ceu scese a 30mila dollari al giorno entro novembre 2025 e nello stesso tempo gli ordini di nuove costruzioni crollarono a sole sei unità nell’intero anno, contro una media di 612mila ceu l'anno fra il 2022 e il 2024. La tendenza si è però invertita nel 2026: il nolo a un anno per una Pctc standard ha raggiunto 52.200 dollari al giorno nel secondo trimestre, +14,1% sul trimestre precedente, con le unità di taglia media a +29,2%. Gli ordini sono ripartiti di conseguenza: nel solo secondo trimestre 2026 ne sono stati commissionati per 87.200 ceu, con aumento del 652% sullo stesso periodo del 2025.
L'inversione viene ricondotta dagli analisti soprattutto alle deviazioni causate dalla crisi del Mar Rosso, che allungano le rotte Asia-Europa di circa il 25% e mantengono elevata la domanda misurata in ceu-miglio, e alla crescita delle esportazioni cinesi di veicoli leggeri, del 63% su base annua nei primi cinque mesi del 2026, secondo Veson Nautical. Alla fine di giugno 2026 la Cina aveva già esportato oltre cinque milioni di veicoli nei primi sei mesi, con un’ampia platea di produttori (oltre a Byd, anche Chery, Geely, Saic e Great Wall) e mercati di destinazione sempre più estesi, dal Sud-est asiatico al Medio Oriente fino all'America Latina.
Per quanto riguarda le consegne, le Pctc immesse in flotta a livello globale sono passate dalle dodici unità del 2023 alle quarantasei del 2024, fino al record di settantacinque nel 2025. Per il 2026 se ne attendono circa sessantasette, pari a 518mila ceu, seguite da altre cinquanta nel 2027 e ventisei nel 2028, con circa l'80% delle unità in consegna fra il 2023 e il 2028 prodotto da cantieri cinesi .
M.G.










































































