La Commissione Europea non ritirerà la proposta di revisione della Direttiva 92/106/Cee sul trasporto combinato. È quanto ha comunicato il 4 settembre 2026 l'Unione Internazionale dei Trasporti Combinati strada-rotaia (Uirr) e dovrebbe quindi riaprire una vicenda che aveva tenuto in sospeso per mesi operatori ferroviari, intermodali e spedizionieri di tutta l'Unione. Il testo in questione, presentato dalla Commissione il 7 novembre 2023 all'interno del pacchetto Greening Freight Transport, vuole sostituire l'impianto normativo del 1992 con un quadro di sostegno al trasporto intermodale più esteso e digitalizzato.
La Direttiva ora in vigore accede agli incentivi le attività basate prevalentemente su una tratta ferroviaria, su vie navigabili interne o su cabotaggio marittimo a corto raggio, con tratte iniziali e finali su strada, mentre la revisione proposta sostituirebbe questo approccio con un criterio fondato sui costi esterni, richiedendo che l'operazione intermodale produca una riduzione di almeno il 40% rispetto a un trasporto interamente su strada tra gli stessi punti di origine e destinazione. La verifica del requisito sarebbe affidata alle piattaforme digitali eFti, che dovrebbero calcolare in modo automatico l'idoneità dell'operazione al regime di sostegno sulla base dei valori del Manuale sui costi esterni dei trasporti.
Il percorso del fascicolo è stato complesso e pieno d’ostacoli. Il 22 ottobre 2025 il Collegio dei Commissari, nell'adottare il programma di lavoro 2026, suggerì il ritiro della proposta, motivando la scelta con la mancanza di un accordo tra i co-legislatori. Il Parlamento Europeo però respisnse questa ipotesi già a fine gennaio 2026, ma da allora la Commissione non ha mai formalizzato una posizione definitiva sul suo seguito, lasciando il settore in una condizione d’incertezza protratta per altri sette mesi.
In questo intervallo sono emerse diverse prese di posizione delle categorie interessate. Il 15 aprile 2026 sei associazioni - tra cui Cefic, BusinessEurope, Clecat, l'European Chemical Transport Association (Ecta), l'European Shippers' Council (Esc) e la stessa Uirr - pubblicarono una nota congiunta che chiede una revisione rapida della Direttiva, con criteri di ammissibilità più chiari e una maggiore armonizzazione tra Stati membri. Il 4 giugno 2026 un secondo fronte, composto da sei associazioni del settore ferroviario e intermodale (Erfa, Uirr, Cer, Uip, Aerrl e Unife) ha proposto una soluzione intermedia: mantenere in vigore la definizione del 1992 anche in caso di ritiro della revisione, rinviando di cinque anni il tema della nuova definizione e proseguendo sugli aspetti meno controversi del fascicolo, dalla digitalizzazione delle prove d’idoneità alle esenzioni dai divieti di circolazione per le tratte stradali del combinato. Intanto il trasporto combinato sta mostrando segnali di affanno: nel primo trimestre 2026 i volumi sono scesi del 4,92% su base annua, secondo i dati diffusi dalla stessa Uirr.
Il nodo tecnico che ha bloccato il negoziato resta la definizione dei costi esterni. L'Iru (che rappresenta l’autotrasporto) segnalò fin dal 2023 che il nuovo criterio del 40% rischia di essere eccessivamente complesso e oneroso, disincentivando il ricorso al trasporto combinato invece di favorirlo. L'associazione dei costruttori automobilistici europei (Acea) ha chiesto un metodo di calcolo comparabile tra le diverse modalità, per evitare che i vantaggi ambientali vengano attribuiti automaticamente a una singola modalità di trasporto. BusinessEurope ha inoltre sollecitato un aggiornamento del Manuale sui costi esterni prima dell'entrata in vigore della direttiva, affinché includa un elenco più ampio di costi ambientali, sociali ed economici per tutte le modalità.
Il fascicolo si intreccia con un secondo strumento normativo già in vigore, il Regolamento UE 2024/1679 sugli orientamenti per lo sviluppo della rete trans-europea dei trasporti Ten-T, in vigore dal 18 luglio 2024, che impone agli Stati membri di valutare, entro il 19 luglio 2027, se la capacità di trasbordo disponibile sul proprio territorio sia adeguata alla domanda futura, e di predisporre, entro il 19 luglio 2028, un piano d'azione per lo sviluppo della rete di terminal multimodali laddove emergano carenze.
Antonio Illariuzzi












































































