La compagnia francese Cma Cgm e la cinese China Communications Construction Company (Cccc) hanno firmato il 28 agosto 2026 a Shenzhen un memorandum d'intesa per attivare una cooperazione internazionale su infrastrutture portuali, logistica, innovazione digitale e transizione energetica. L'intesa, firmata da Rodolphe Saadé, presidente e amministratore delegato del gruppo francese, e da Zhang Bingnan, presidente di Cccc, non riguarda un investimento né un terminal specifico, ma è un accordo quadro, privo di elenco pubblico di progetti, importi o concessioni, e non soggetto ad approvazioni regolatorie specifiche in quanto memorandum non vincolante.
La collaborazione si attiverà in un perimetro molto ampio, che comprende Africa, Cina e Sud-est asiatico, Medio Oriente e America Latina. Le due multinazionali metteranno in comune competenze complementari: Cccc porterà capacità di progettazione, ingegneria e costruzione di grandi opere, comprese le infrastrutture portuali, e Cma Cgm metterà a disposizione la rete marittima globale, la gestione terminalistica e le competenze di supply chain, mentre la controllata Ceva Logistics fornirà supporto logistico e di project cargo ai programmi infrastrutturali di Cccc.
Il memorandum individua quattro aree di lavoro. Sul fronte portuale, le parti voglio esplorare la possibilità che alla costruzione di nuovi terminal si associno fin dall'inizio traffici di linea e clienti logistici, riducendo così il rischio commerciale delle opere. Sulla logistica multimodale, il testo cita corridoi, interporti, depositi container, magazzini e piattaforme interne. In tale contesto, la presenza di Ceva vuole estendere l'offerta oltre il perimetro portuale, verso i flussi porta-a-porta. Sull'innovazione, le due società valuteranno soluzioni digitali e d’intelligenza artificiale per l'automazione dei terminal e la gestione dei piazzali, degli accessi e delle previsioni di traffico. Sulla transizione energetica, la cooperazione potrà estendersi a impianti rinnovabili e a infrastrutture per carburanti alternativi destinati a navi, chiatte, treni e mezzi portuali. Il linguaggio dell'accordo resta comunque esplorativo e non individua ancora impianti specifici di metanolo, idrogeno o elettrificazione delle banchine.
L'intesa non nasce dal nulla. Cccc e Cma Cgm collaborano già attraverso due controllate del gruppo cinese: China Harbour Engineering Company (Chec) è partner terminalista di Cma Cgm al Lekki Freeport, in Nigeria, e al Kribi Container Terminal, in Camerun, mentre Zpmc fornisce macchinari portuali ai terminal collegati al gruppo francese dal 2004. Il memorandum firmato a Shenzhen formalizza dunque un rapporto industriale di lunga data e ne allarga il perimetro dichiarato.
Per Cma Cgm l'accordo s’inserisce in una strategia di verticalizzazione della catena logistica che negli ultimi mesi ha già prodotto altre intese simili, tra cui un memorandum con le autorità saudite per lo sviluppo di terminal e piattaforme logistiche nel regno e uno con Ad Ports Group per l'integrazione ferroviaria del Khalifa Port, negli Emirati Arabi Uniti. Per Cccc, la controparte francese offre la possibilità di associare alla nuova infrastruttura marittima domanda di trasporto, capacità terminalistica e servizi logistici, spostando il rapporto da una logica puramente costruttiva verso progetti a maggiore integrazione.
In ambito energetico, Cma Cgm sta già costruendo relazioni nella filiera dei carburanti alternativi in Cina: a marzo la portacontainer a doppia alimentazione Cma Cgm Osmium ha effettuato il suo primo rifornimento di bio-metanolo, 3.643 tonnellate, nel porto di Yangshan e ad agosto la stessa nave ha ricevuto 8.016 tonnellate di bio-metanolo nel porto di Shanghai, un volume che le società coinvolte, Sipg Energy e Shanghai Electric, definiscono record mondiale per un singolo bunkeraggio di questo tipo.




































































