Fedit, Federazione Italiana Trasportatori, ha presentato il 24 agosto la nuova Associazione Nazionale Imprese di Servizi e Logistica (Anis), che vuole riunire le aziende attive nella logistica integrata, nello stoccaggio e nella distribuzione dell'ultimo chilometro che intendono operare nel rispetto delle regole del settore. E proprio per quest’ultimo fine, l'elemento che la distingue è la soglia di accesso: per aderire bisognerà presentare una certificazione di regolarità che verifica struttura societaria, reputazione aziendale, solidità economico-finanziaria, applicazione del contratto collettivo e correttezza fiscale, previdenziale e contributiva.
Negli ultimi anni la logistica italiana è stato colpita da interventi giudiziari che hanno riportato al centro il tema della regolarità negli appalti e Anis afferma di voler rafforzare un percorso già avviato da molte aziende, promuovendo modelli organizzativi orientati alla trasparenza e alla piena conformità normativa. La base di partenza è di circa 10mila addetti, con un potenziale di crescita fino a 30mila, all'interno di una Fedit che dichiara di rappresentare oltre mille imprese del trasporto e della logistica.
Michela Crecco è la prima presidente di Anis, che è dirigente e imprenditrice con quasi vent'anni di esperienza nella logistica, nei trasporti e nel lavoro in somministrazione. "La legalità non sarà soltanto un principio dichiarato, ma un requisito concreto di accesso all'associazione, verificato attraverso una certificazione rigorosa della regolarità contrattuale, fiscale, contributiva e reputazionale delle aziende", ha spiegato Crecco presentando l’associazione, aggiungendo che l'obiettivo è "costruire una comunità imprenditoriale capace di distinguere e valorizzare gli operatori affidabili" e "restituire pieno valore e reputazione a un comparto strategico per il Paese".
Guido Bertolone, presidente di Fedit, ha inquadrato la nuova associazione nel percorso avviato dalla federazione per valorizzare le imprese con elevati livelli di conformità: "Non si tratta di una sigla in più, ma di un progetto che introduce una soglia di accesso concreta: chi vorrà aderire dovrà dimostrare, attraverso una certificazione di regolarità, di rispettare il contratto collettivo, essere in regola sul piano fiscale e contributivo e disporre di una struttura societaria solida e trasparente". Per Bertolone la scelta di affidare la presidenza a Crecco "rafforza ulteriormente la credibilità del progetto".
Durante la presentazione, Randstad Research ha presentato un'indagine condotta nella prima metà del 2026 su un campione di cinquanta imprese attive nel trasporto merci, nello stoccaggio e nella distribuzione, da cui emerge che il 96% delle aziende interpellate applica il contratto collettivo Logistica, Trasporto Merci e Spedizione. A ciò si affianca una diffusa cultura delle relazioni industriali, con l'80% delle imprese che ricorre alla contrattazione di secondo livello, quota che sale al 100% tra le quelle grandi, dove gli accordi integrativi risultano ormai uno standard consolidato.
Anche sulle politiche di gestione del personale la ricerca segnala un'evoluzione marcata: il 97% delle grandi imprese riconosce indennità aggiuntive rispetto ai minimi contrattuali, l'82% utilizza premi di produttività e il 68% offre assistenza sanitaria integrativa. Inoltre, il 69% delle grandi imprese misura le prestazioni attraverso sistemi basati su indicatori quantitativi (Kpi) e il 65% lega la premialità anche ai comportamenti organizzativi. Sulla parità di genere i risultati sono però più contenuti: il 31% delle grandi imprese ha ottenuto la certificazione della parità di genere, mentre il 56% del campione presenta ancora una presenza femminile inferiore al 20%. Anis ha indicato l'inclusione come uno dei terreni su cui intende promuovere modelli organizzativi più trasparenti tra le imprese associate.





























































