La Città Metropolitana di Firenze ha autorizzato sulla Firenze-Pisa-Livorno l'avvio di una sperimentazione di novanta giorni per SafeDrive, un dispositivo di controllo basato sull'intelligenza artificiale sviluppato dall'azienda toscana Sodi Scientifica. Il sistema individua in automatico alcune delle infrazioni più pericolose alla guida, come l'uso del cellulare e il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza, oltre a verificare tramite lettura delle targhe la regolarità di assicurazione e revisione dei veicoli. La sperimentazione è iniziata a luglio 2026 e per la sua intera durata nessuna infrazione rilevata comporterà sanzioni. Il dispositivo abbina telecamere ad alta risoluzione a illuminatori a led infrarossi, che garantiscono immagini nitide di giorno e di notte e in diverse condizioni di luce. Gli algoritmi di visione artificiale analizzano contemporaneamente più corsie e veicoli in movimento, riconoscendo il conducente che utilizza manualmente lo smartphone o non indossa la cintura, mentre la lettura automatica della targa consente di verificare la RC auto e la revisione. Le immagini degli occupanti vengono oscurate automaticamente in volto prima della conservazione.
L'apparecchiatura è installata nel territorio di Lastra a Signa, in un punto che consente di controllare contemporaneamente le due direzioni di marcia, verso Firenze e verso Pisa-Livorno. La superstrada, una delle arterie più trafficate della Toscana, è gestita dalla stessa Città Metropolitana di Firenze che ha concesso l'autorizzazione sperimentale. Sodi Scientifica è già fornitrice sulla stessa arteria di un altro autovelox di ultima generazione, attivo dal 2025 tra Montelupo ed Empoli Est con tecnologia laser cosiddetta tof. Il vigente Codice della Strada richiede la contestazione immediata per violazioni come l'uso del cellulare e la mancata cintura, un vincolo che per ora limita la piena automazione sanzionatoria e che spiega l'assenza di multe nella fase attuale.
La scelta della Firenze-Pisa-Livorno non è casuale: l'elevato volume di traffico, che comprende anche i veicoli industriali, offre un banco di prova più complesso rispetto ai precedenti test condotti in Toscana su strade urbane. L'obiettivo dichiarato è contrastare la distrazione alla guida, ritenuta tra i comportamenti più rischiosi per la sicurezza stradale, ampliando i controlli oltre il tradizionale rilevamento della velocità. Se la sperimentazione darà esito positivo, un primo sviluppo prevede che SafeDrive segnali in tempo reale una potenziale infrazione a una pattuglia nelle vicinanze, che potrebbe procedere alla contestazione diretta. Uno scenario più lontano, subordinato a modifiche legislative, riguarda una gestione integralmente automatizzata delle sanzioni, sul modello già applicato per alcune violazioni rilevate dagli autovelox tradizionali.

































































