Havant ha perfezionato l'acquisizione d’Intesa, Trusted Solution Provider e tra i principali Qtsp (qualified trust service provider) italiani ed europei, per un corrispettivo non reso noto. Nasce così un unico operatore per la trasformazione digitale delle imprese europee, con un fatturato che supera i 110 milioni di euro, che impiega oltre 700 professionisti e serve più di 5mila clienti, con una presenza diretta in sei Paesi europei.
L'unione nasce dalla complementarità tra le due strutture: Havant porta soluzioni di Intelligent Document Processing, gestione avanzata dei contenuti, orchestrazione dei processi e intelligenza artificiale applicata, mentre Intesa aggiunge servizi di trust qualificato, identità digitale, onboarding, scambio Edi, fatturazione elettronica e conservazione a norma. Il risultato è un ecosistema end-to-end che il gruppo definisce conforme al quadro normativo europeo su digital trust, resilienza operativa e protezione dei dati, con riferimento a EIdas 2.0, Dora, il Regolamento europeo sull'intelligenza artificiale (Ai Act) e il Gdpr. L'acquisizione d’Intesa aggiunge al gruppo contratti ricorrenti, tecnologia proprietaria e un portafoglio clienti di alto profilo in un mercato in crescita strutturale - sottolinea Andrea Pavesi, partner di Argos Fund - il fondo che sostiene l'operazione e accompagna Havant nel percorso di consolidamento europeo.
Havant nasce dall'evoluzione di SB Italia, che ha adottato la nuova denominazione lo scorso febbraio nell'ambito di un piano di crescita e internazionalizzazione. Il gruppo, guidato da Massimo Missaglia, fondatore e Ceo, opera nell’innovazione digitale con focalizzazione su processi intelligenti e automazione ed è tra i primi operatori italiani ad aver ottenuto la certificazione Iso/Iec 42001 per la gestione conforme dell'intelligenza artificiale. Havant è inoltre al primo posto nella classifica dei primi cento Ict Sostenibile 2025, con certificazioni Esg di livello A.
Intesa porta in dote quarant'anni di storia nel digital trust, un patrimonio di soluzioni e certificazioni riconosciute nei mercati regolamentati, oltre a un presidio costante sulle evoluzioni normative del settore, tra cui l'integrazione dell'European Digital Identity Wallet nella propria offerta. La società è inoltre una Società Benefit, con rating Open Es. Alla guida resta Giuseppe Mariani, Ceo di Intesa, mentre Pietro Lanza, managing director di Havant, assume anche il ruolo di presidente d’Intesa.
Missaglia ha descritto l'operazione come un passo nel consolidare la posizione del gruppo nell'affiancare le aziende nei percorsi di trasformazione digitale, precisando che il percorso di crescita europea prosegue con ulteriori opportunità già individuate. Lanza ha parlato di un'accelerazione del piano industriale del gruppo, resa possibile dall'integrazione delle competenze di Intesa nel digital trust con quelle di Havant su Intelligent Document Processing, intelligenza artificiale e digitalizzazione dei processi. Mariani ha collegato l'operazione ai quarant'anni di storia di Intesa nel digital trust, indicando nell'ingresso in Havant l'occasione per unire competenze, certificazioni e soluzioni alla forza tecnologica del gruppo acquirente. Con oltre cinque miliardi di transazioni gestite complessivamente, il nuovo gruppo opera oggi in Italia, Olanda, Belgio, Francia, Germania e Irlanda.






































































