Il 6 maggio 2026 è iniziato con due importanti notizie provenienti dallo Stretto di Hormuz. La prima è l’annuncio, diffuso da Trump sul suo social Truth, della sospensione della missione Project Freedom, che era stata annunciata solo due giorni prima dal comando militare Centcom con lo scopo di liberare le oltre 1.500 navi cargo bloccate nel Golfo Persico dall’Iran. Il presidente statunitense ha spiegato che il programma è sospeso, su richiesta del Pakistan che sta svolgendo il ruolo di mediatore, “per breve tempo” per “verificare se l’accordo (con l’Iran, ndr) potrà essere finalizzato e firmato”. Egli ha anche affermato che ci sono stati “grandi progressi” per tale intesa, di cui però non si alcuna notizia ufficiale. Trump ha precisato che resta in vigore il blocco per tutte le navi che hanno come partenza o destinazione un porto iraniano. Secondo quanto affermato dall’esercito statunitense, durante la sua breve esistenza, Project Freedom ha fatto passare due navi da Hormuz, circostanza negata da Teheran.
Nelle stesse ore in cui Trump ha annunciato la sospensione di Project Freedom, la compagnia francese Cma Cgm ha confermato che la sua portacontainer San Antonio è stata colpita da un ordigno, non è chiaro se drone o missile, mentre stava cercando di passare lo stretto. L’attacco ha causato danni alla nave e il ferimento di alcuni membri dell’equipaggio. Dopo l’evento la nave ha staccato il tracciamento Ais e la sua ultima posizione nota è al largo della coste di Dubai. La Cma Cgm San Antonio è una portacontainer relativamente piccola, lunga 30 metri con capacità di 2.500-3.000 teu. Opera servizi feeder tra Golfo Persico e Oceano Indiano.









































































