La Guardia di Finanza dei comandi provinciali di Udine e Verona ha sequestrato circa 64mila litri di gasolio per autotrazione trasportati su vagoni ferroviari e sottratti al pagamento delle accise. L’operazione è stata condotta nell’ambito delle attività di controllo economico del territorio e delle principali linee ferroviarie, con un’attenzione particolare alle frodi nel settore dei prodotti energetici. L’operazione ha riguardato alcuni tank container caricati su convogli merci che attraversavano le direttrici ferroviarie tra Friuli Venezia Giulia e Veneto.
Il controllo è stato effettuato dai militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Udine con la collaborazione dei colleghi di Verona. Nel corso delle verifiche i finanzieri hanno selezionato alcuni vagoni cisterna adibiti al trasporto di sostanze chimiche e diretti verso il Sud Italia. L’attenzione si è concentrata in particolare su due container accompagnati da documentazione giudicata anomala o incompleta. I documenti di accompagnamento indicavano genericamente la presenza di "olio lubrificante" proveniente dall’Est Europa e destinato a un cliente bulgaro non meglio identificato. Tuttavia la documentazione indicava un luogo di consegna situato in Italia, circostanza che ha indotto i finanzieri ad approfondire il controllo. Le incongruenze tra la natura dichiarata del prodotto, il destinatario formale e la destinazione effettiva hanno portato all’apertura dei tank container e alle verifiche tecniche sul contenuto.
Le analisi hanno accertato che il liquido trasportato non era olio lubrificante ma gasolio idoneo all’autotrazione. Si tratta di Designer Fuel, cioè carburante diesel che viene classificato sotto altre categorie merceologiche per sottrarlo al regime fiscale previsto per i prodotti energetici destinati all’autotrazione. Proprio questa falsa classificazione sarebbe stata utilizzata per eludere il pagamento delle accise. Il carico, pari a circa 64mila litri, è stato sequestrato e l’attività investigativa prosegue ora per individuare i responsabili del traffico e ricostruire la catena commerciale che avrebbe dovuto portare il carburante sul mercato italiano. Gli investigatori stanno lavorando per identificare l’importatore effettivo, eventuali intermediari logistici e i destinatari finali della merce.
Il caso mette in evidenza un aspetto meno visibile, ma comunque rilevante dei traffici illegali di carburante: l’utilizzo della ferrovia e dei corridoi intermodali come canale di contrabbando. Il convoglio era diretto verso il Sud Italia lungo una direttrice ferroviaria utilizzata per i flussi di merci provenienti dall’Est Europa. In questo contesto i tank container consentono di movimentare grandi volumi di liquidi, spesso con documentazione generica che può rendere più complessa l’identificazione immediata del prodotto. Proprio la complessità delle catene logistiche internazionali e il passaggio attraverso nodi ferroviari e intermodali rappresentano uno degli elementi sfruttati dalle reti di contrabbando. La classificazione del gasolio come olio lubrificante consente infatti di applicare codici merceologici diversi, con un trattamento fiscale non corrispondente alla reale destinazione del prodotto.




































































