Se il velocissimo aumento del gasolio – che sta superando i due euro al litro – non ha senso, perché il prodotto venduto oggi è stato raffinato e stoccato ben prima della guerra del Medio Oriente, ancor meno ha senso l’altrettanto repentino aumento del prezzo del biocarburante Hvo, che non ha nulla a che fare con il petrolio. Eppure, secondo quanto denuncia Claudio Fraconti, presidente della rete d’imprese Green Planet Logistics, il biocarburante è aumentato in pochi giorni del 35%: “Il prezzo extrarete al 18 febbraio era di 1,28 euro al litro, esclusa l’Iva, cresciuto il 9 marzo a 1,69 euro”, precisa Fraconti a TrasportoEuropa. Una forte penalizzazione per le imprese che hanno intrapreso il percorso di decarbonizzazione con lo Hvo.
Fraconti sottolinea che le imprese che hanno un distributore interno di Hvo non possono riempirlo di gasolio. Non per questioni di compatibilità – perché Hvo e gasolio si possono mischiare – ma per questioni amministrative. Infatti, per attuare il passaggio dal carburante fossile e quello bio nelle cisterne bisogna presentare una dichiarazione all’Agenzia delle Dogane, che non permette poi di cambiare prodotto. Questo è un problema quando non si trova l’Hvo extra-rete, come è avvenuto per un certo periodo a dicembre 2025.
“All’interno della nostra rete d’imprese da tempo abbiamo avviato un processo per la riduzione delle emissioni attuando una serie di investimenti, come l’aggiornamento del parco veicolare arrivando al 98% di veicoli Euro VI, adottando il consumo esclusivo di biocarburante prodotto da scarti vegetali e olii da cucina esausti, per una gran parte delle nostre flotte”, aggiunge Fraconti. “Tutto questo per soddisfare le esigenze della comunità in tema di inquinamento, e le richieste dei nostri clienti più sensibili a queste problematiche, non curandoci della minore resa di questo carburante, di 4-5% rispetto al gasolio fossile, che comunque rappresenta anche questa un costo per le nostre aziende”.
Oltre a denunciare l’ingiustificato aumento dell’Hvo, il presidente di Green Planet Logistics chiede sia una fornitura a prezzi calmierati per le imprese che hanno investito in questo carburante, sia un aumento della sua produzione, “ visto che fino ad ora le compagnie petrolifere hanno solo un obbligo di produzione percentuale di questi prodotti, cosa che ha già determinato nel dicembre scorso grosse difficoltà di reperimento”. Un appello lanciato prima di tutti alle associazioni di categoria: “Mettetevi almeno una volta insieme a chiedere le stesse cose al Governo perché i problemi della Categoria sono gli stessi per tutti, e mai come ora non abbiamo bisogno di divisioni”.




































































