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  • Studio Assarmatori sul transhipment fuori dall’UE

    Studio Assarmatori sul transhipment fuori dall’UE

    Lo studio di Giovanni Satta, presentato il 4 novembre 2026 al Parlamento Europeo, individua cambiamenti potenzialmente riconducibili all'Ets in 41 degli 86 servizi marittimi esaminati. Assarmatori chiede di rafforzare lo sconto per il transhipment europeo. In gioco fino a 892 milioni di euro di ricavi annui.

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  • Concessa la metà del credito imposta per l’autotrasporto

    Concessa la metà del credito imposta per l’autotrasporto

    Il ministero dei Trasporti ha finora concesso 242,2 milioni di euro dei 480 milioni stanziati per il credito d'imposta sul gasolio, utilizzabile in compensazione entro il 31 dicembre 2026. La Fiap propone emendamenti al Decreto autotrasporto perché l'adeguamento del carburante arrivi fino ai subvettori.

    Innoway avvia la cassa integrazione nello stabilimento di Trieste

    Dopo soli sei mesi dall’inizio della produzione di carri ferroviari nello stabilimento di di Bagnoli della Rosandra, a Trieste, Innoway (controllata in modo paritetico da Msc e Innofreight) ha avviato un periodo di otto giorni di cassa integrazione, iniziato il 28 gennaio 2026, con la possibilità di proroga. La società spiega la decisione con un’interruzione della catena di fornitura, collegata a un incendio presso un fornitore, che avrebbe determinato carenze di materiali e quindi la necessità di fermate produttive. L’impianto occupa 90 dipendenti, di cui 44 in produzione, 38 impiegati e otto dirigenti.

    Ciò ha assunto un peso politico e industriale perché è arrivato a ridosso del secondo tavolo di monitoraggio al ministero delle Imprese, che si è svolto il 22 gennaio 2026 per verificare lo stato di avanzamento dell’Accordo di Programma firmato il 29 luglio 2024 per la re-industrializzazione dell’ex sito Wärtsilä. Nel confronto ministeriale, secondo quanto riferito dai sindacati dei metalmeccanici, la direzione aziendale prospettò un impiego della cassa integrazione concentrato su quattro venerdì, legato a difficoltà di approvvigionamento, senza prefigurare un fermo continuativo di otto giornate.

    Le sigle confederali hanno contestato la mancata coerenza tra quanto discusso al tavolo e quanto comunicato alle rappresentanze interne, sottolineando l’impatto della cassa integrazione sul reddito dei dipendenti e sulla credibilità del percorso industriale. La Regione Friuli Venezia Giulia, tramite l’assessore al Lavoro, ha espresso disappunto per la scelta e soprattutto per la tempistica, evidenziando che, data la motivazione addotta, l’eventualità avrebbe dovuto essere almeno prefigurata durante l’incontro del 22 gennaio. Nel messaggio istituzionale è entrata anche una richiesta implicita di rafforzamento della filiera, con l’auspicio d’individuare fornitori affidabili e, ove possibile, coerenti con una maggiore connotazione nazionale del progetto.

    Il caso della cassa integrazione s’inserisce in un quadro che nel tavolo ministeriale del 22 gennaio ha comunque registrato annunci e numeri che delineano la traiettoria industriale della joint-venture tra Msc e Innofreight. Innoway Trieste ha confermato un investimento complessivo da 100 milioni di euro, articolato in due fasi da 70 e 30 milioni, con l’obiettivo di completare l’industrializzazione delle linee e dei processi entro il 2027 e sviluppare in seguito anche attività di manutenzione. Nella stessa sede è stata comunicata una revisione della dirigenza con l’affiancamento, al vertice, di Giorgio Bobbio a Johann Gruber, in un assetto coerente con la natura paritetica della società.

    L’azienda ha anche riportato i risultati dei primi sei mesi di attività: 170 carri ferroviari realizzati tra luglio e dicembre 2025. È un dato che certifica l’avvio operativo del sito dopo la crisi del 2022 e la firma dell’Accordo di Programma nel 2024, ma che allo stesso tempo evidenzia la fase ancora transitoria dell’assetto industriale, in cui l’assemblaggio si appoggia a componenti realizzati da fornitori esterni mentre si completano le linee interne. L’obiettivo dichiarato per il 2026 è superare quota 600 carri, un salto che richiede non solo volumi di commesse, ma soprattutto continuità di materiali, stabilità di processo e capacità di produzione interna in crescita mese su mese. La società ha anche divhiarato di voler raggiungere l’obiettivo occupazionale di 260-300 dipendenti entro giugno 2027.

    Accanto ai volumi, il tavolo ministeriale ha toccato due leve che incidono direttamente sulla capacità di scalare la produzione: investimenti e competenze. Da un lato, l’azienda ha indicato la presentazione della domanda per il Contratto di Sviluppo relativo agli investimenti 2026-2027, considerato uno snodo per finanziare l’avvio delle linee e delle dotazioni industriali previste nel piano. Dall’altro, è stato annunciato l’avvio di un corso di formazione per la saldatura destinato a 16 lavoratori a partire da febbraio 2026, tassello utile per sostenere l’internalizzazione progressiva di lavorazioni e controlli qualità. Il prossimo appuntamento di verifica al ministero, previsto tra la fine di marzo e l’inizio di aprile 2026.

    A.I.

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