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    Un Decreto per contributi per la logistica urbana

    Il ministro dell’Ambiente ha firmato l’8 gennaio 2026 un Decreto interministeriale che istituisce un programma di finanziamento da 500 milioni di euro per la mobilità sostenibile nelle grandi aree urbane, con una linea dedicata alla logistica urbana. Il provvedimento è rivolto alle città metropolitane, ai comuni capoluogo delle città metropolitane e ai comuni capoluogo di provincia sopra 50mila abitanti, purché collocati nelle aree interessate dal contenzioso europeo sulla qualità dell’aria. Le risorse sono ripartite tenendo conto della popolazione residente e della superficie territoriale in cui si registrano superamenti dei limiti, con l’obiettivo di concentrare i fondi dove la pressione emissiva legata al traffico è più alta.

    Il contesto è quello delle procedure di infrazione aperte contro l’Italia per superamenti sistematici di Pm10, NO2 e Pm2,5. Il tema della NO2 rientra in una sequenza di accertamenti che hanno riguardato in particolare grandi agglomerati urbani, mentre sul particolato il quadro include diverse regioni e aree della pianura padana e non solo. In questo perimetro, la logistica urbana entra come leva operativa perché incide sulle emissioni nei centri abitati, soprattutto nelle fasce orarie più congestionate e nelle aree a regolazione del traffico, dove la compresenza di veicoli commerciali e flussi privati amplifica tempi di percorrenza e consumi.

    La parte più direttamente collegata alla logistica riguarda il sostegno a modelli di distribuzione dell’ultimo chilometro basati su centri di distribuzione urbana e microhub, ossia punti di consolidamento in cui il carico viene trasferito da veicoli di maggiore dimensione a veicoli più piccoli e a basse emissioni, inclusi cargo bici elettriche e furgoni leggeri. Il Decreto comprende anche un intervento sulla regolamentazione e gestione della mobilità urbana, che può tradursi in regole di accesso e finestre orarie per i veicoli commerciali.

    I tempi fissati dal Decreto incidono sulla capacità dei Comuni di trasformare queste impostazioni in progetti cantierabili. È un percorso in quattro passaggi: 45 giorni dalla pubblicazione per presentare una proposta progettuale che includa almeno due linee di intervento, 18 mesi per sviluppare la progettazione dettagliata, un’erogazione in anticipazioni iniziali e saldo a interventi conclusi, e una finestra di 28 mesi per la realizzazione più 4 mesi per la rendicontazione finale. Per la logistica urbana significa che i progetti su microhub e centri di distribuzione dovranno definire in modo localizzazioni, governo multi-operatore, modelli di gestione, compatibilità urbanistiche e integrazione con le regole di accesso, oltre alle metriche ambientali richieste in chiusura.

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