Il 5 novembre 2026 l'Associazione Fermerci ha annunciato a Roma una proposta di Legge per sostenere il trasporto ferroviario delle merci, a cui lavora insieme al Cnel, e ha chiesto a Governo e Parlamento risorse certe e continuative già a partire dalla Legge di bilancio. L'annuncio è arrivato alla XVIII edizione del Forum MercinTreno, ospitata a Villa Lubin. Intervenendo nel panel "Le Mercintreno e la geopolitica", il presidente di Fermerci Clemente Carta ha dichiarato che "per un'economia manifatturiera ed esportatrice come quella italiana, la qualità dei collegamenti è parte della capacità di competere".
Alla proposta di Legge Fermerci lavora con il Cnel, con la prospettiva di portarla all'attenzione del Parlamento attraverso la funzione di iniziativa legislativa del Consiglio. Carta ha parlato di "un disegno di politica industriale per sostenere le nostre imprese" e di "una proposta organica che colleghi la competitività del settore agli interessi produttivi, commerciali e ambientali del Paese". La proposta interviene anzitutto sugli incentivi al trasporto ferroviario, introducendo tempi certi per il pagamento dei contributi e adeguando gli strumenti esistenti alle regole europee sugli aiuti di Stato. Le Regioni potrebbero affiancare o cofinanziare le misure nazionali, oggi non sempre coordinate con quelle locali. Il progetto comprende anche un piano pluriennale per la formazione del personale, la revisione delle norme di sicurezza degli scali merci e l'ampliamento della rete degli interporti, con particolare attenzione a quelli che movimentano i maggiori volumi di traffico. "Il punto è assicurare che, al completamento degli investimenti, il settore abbia conservato la capacità industriale necessaria a utilizzarli", ha sottolineato Carta.
Secondo il Rapporto annuale di Fermerci, nel 2024 la ferrovia ha trasportato in Italia l'11,6% delle merci, contro il 16,6% della media europea, oltre il 20% della Germania e il 30% dell'Austria. "Eppure, invece di crescere, l'attività sulla rete si sta riducendo", ha osservato Carta. I treni-km sono scesi dai 53,8 milioni del 2021 ai 49,4 milioni del 2025, con tre anni consecutivi di calo, e nel primo semestre 2026 la flessione è proseguita con un -8,1%. L'associazione prevede che l'anno potrebbe chiudersi intorno ai 47 milioni. Negli impianti dell'ultimo chilometro, dove la ferrovia incontra il sistema produttivo, i treni sono diminuiti del 14% tra il 2021 e il 2025. E nel prossimo triennio le limitazioni sulle reti europee, a partire da quella tedesca, e le interruzioni sui valichi alpini rischiano di sommarsi e di ridurre collegamenti e alternative.




































































