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Gnv rinvia l’utilizzo del gas sui nuovi traghetti

Le prime due (di quattro) navi ordinate in Cina da Grandi Navi Veloci, che dovrebbe ricevere novembre 2020, non utilizzeranno il gas naturale liquefatto. Lo ha annunciato in occasione di un convegno del Propellers Club di Genova il Marine operations director di Gnv, Antonio Campagnuolo: "Il porto di Genova non si sta muovendo in tempo e rischia di essere tagliato fuori. Per i nostri nuovi traghetti di costruzione cinese l'idea era quella di optare per l'alimentazione a gas, ma almeno per le prime unità questo non sarà possibile, proprio perché nelle aree in cui operiamo mancano ancora le strutture per effettuare il bunkeraggio di Gnl".
Lo scorso febbraio, la compagnia di navigazione controllata dal gruppo MSC aveva annunciato la firma di un ordine con il cantiere Gsi di quattro traghetti (due dei quali per la Onorato Armatori) con notazione Lng-ready e capacità per trasportare in garage 3765 metri lineari di carico. "Le due nuove navi destinate a Gnv sono state progettate per ridurre l'impatto ambientale in osservanza di tutte le normative europee e internazionali: qualora le infrastrutture lo permettano sarà inoltre possibile operare le unità utilizzando il gas naturale quale propellente", era scritto nell'annuncio.
Cosa che non avverrà come confermato dal fatto che queste prime navi saranno equipaggiate con gli scrubber (depuratori di fumi) che serviranno per rispettare i nuovi limiti alle emissioni di zolfo dei carburanti marini che entreranno in vigore dal 1 gennaio 2020.
Al convegno del Propellers Club è emerso che il porto di Genova non si sta muovendo con la necessaria rapidità per dotarsi di strutture in grado di rifornire le nuove navi alimentate a gas naturale liquefatto (Gnl) e questo potrebbe costare caro allo scalo. Anche Marco Novella, amministratore delegato dell'omonimo gruppo armatoriale che opera le bettoline utilizzate per il rifornimento di carburante alle navi in porto, ha sottolineato la lentezza di reazione del porto di Genova: "Mentre l'autorità marittima si sta dando da fare con un tavolo tecnico appositamente organizzato dalla Capitaneria, l'Autorità di Sistema Portuale non sta facendo altrettanto. Speriamo che anche Palazzo San Giorgio decida di muoversi rapidamente".
Nicola Capuzzo

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