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Podcast K44

Cronaca

  • Patente ritirata a camionista Adr per estintori scaduti

    Patente ritirata a camionista Adr per estintori scaduti

    La Polizia Locale di Monfalcone ha fermato un autoarticolato immatricolato in Croazia che trasportava resina liquida soggetta all'Adr che aveva gli estintori scaduti da tempo. Sanzioni per oltre 400 euro, mentre Prefettura e Motorizzazione stabiliranno da due a sei mesi di sospensione della patente.

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  • Camion fermi in Sicilia dal 16 al 20 ottobre 2026

    Camion fermi in Sicilia dal 16 al 20 ottobre 2026

    Il Comitato Trasportatori Siciliani ha proclamato il fermo dei servizi conto terzi dalle 00.01 del 16 alle 24.00 del 20 ottobre, senza presìdi né manifestazioni. Contestati il mancato pagamento del Sea Modal Shift e il gasolio oltre 2,40 euro al litro, tre giorni dopo l'intesa con la Regione.

    Che cosa farà il ministero del Mare?

    Dal pomeriggio di sabato 22 ottobre 2022 abbiamo un ministero del Mare, affidato al siciliano Sebastiano Musumeci. Ma non è chiaro che cosa farà. Per saperlo, bisogna attendere prima che il Governo nomini viceministri e sottosegretari e assegni le relative competenze e poi che emani un Decreto necessario per spostare al nuovo ministero alcune deleghe che finora fanno capo agli altri. Per ora sappiamo solo che è in condominio con quello del Sud e che non ha portafoglio, ossia non possiede risorse umane e finanziarie.

    In attesa degli atti formali del Consiglio dei Ministri a proposito del ministero del Mare, potremmo farci un’idea sulla sue possibili competenze leggendo il programma elettorale di Fratelli d’Italia, il partito che lo ha voluto. Di trasporti ne parla il capitolo 19, che vuole “un’Italia più veloce, più collegata e più smart”. Ma non accenna al ministero del Mare, termine che non appare in nessuna delle quaranta pagine del documento (a differenza del ponte sullo Stretto di Messina, definito “opera simbolo e strategica per lo sviluppo del sistema trasportistico italiano”) e neppure nel programma quadro presentato alle Camere.

    Per saperne di più dobbiamo quindi cercare tra le dichiarazioni o in atti di esponenti del partito della Meloni. Per esempio, l’intervento di Adolfo Urso (ora ministro dello Sviluppo Economico) all’assemblea di Confitarma del 2018, col quale ha illustrato il suo Disegno di Legge presentato allora al Senato proprio sul ministero del Mare. Secondo Urso, tale ministero dovrebbe “accorpare e ordinare le competenze oggi presenti in diversi dicasteri, al fine di realizzare una politica tesa a valorizzare la Blue Economy”.

    Nell’intervento, Urso sottolinea che aveva presentato un Decreto analogo alla Camera venti anni prima, aggiungendo “oggi la questione diventa assolutamente centrale a fronte della crescita di tutta l’economia del mare: turismo, cantieristica, nautica, portualità, trasporti, logistica, pesca e acquacoltura, sfruttamento delle risorse marine e del sottosuolo, energia e risorse minerarie”. Se Fratelli d’Italia non ha nel frattempo cambiato idea, queste potrebbero essere le competenze del nuovo ministero.

    Il Disegno di Legge, presentato il 5 novembre 2018, afferma che “al ministero del Mare sono attribuiti le funzioni e i compiti spettanti allo Stato in materia di: protezione del mare, intesa come tutela, difesa, vigilanza e controllo dell’ecosistema marino e costiero; navigazione marittima; pesca e acquacoltura; valorizzazione e implementazione dell’intero sistema marittimo nazionale”.

    Restando nell'ambito dei trasporti, a questo ministero dovrebbero essere trasferite funzioni e compiti “dalla direzione generale per la vigilanza sulle autorità portuali, le infrastrutture portuali ed il trasporto marittimo e per vie d’acqua interne del Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti”.

    Il Disegno di Legge avrebbe dovuto rilevare anche competenze “dalla Direzione generale per il trasporto stradale e per l’intermodalità del Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, limitatamente alle attività di coordinamento in materia di trasporto marittimo di merci pericolose”.

    Un terzo paragrafo afferma che il ministero del Mare deve svolgere funzioni per quanto riguarda “navigazione e trasporto marittimo e per vie d’acqua interne; vigilanza sui porti; demanio marittimo; sicurezza della navigazione e trasporto nelle acque interne”. Non solo, più avanti pone anche “lo sviluppo delle infrastrutture di trasporto e il rafforzamento del sistema logistico nonché la valorizzazione e l’incentivazione degli insediamenti produttivi e dei progetti di investimento nelle aree portuali e interportuali”, in concorso con altri ministeri.

    Un altro punto importante di questo Decreto riguarda le Capitanerie di Porto, il cui Comando generale dovrebbe essere “incardinato nell’ambito del ministero del Mare, dipendere funzionalmente dal ministro del Mare ed esercitare i compiti di competenza previsti della normativa vigente, sulla base delle direttive e degli indirizzi del ministro medesimo”.

    Questo però è un progetto di Legge presentato da un partito allora di opposizione, che non doveva certo considerare gli equilibri interni di una coalizione di Governo. Oggi, quanto previsto da questo progetto sarebbe difficilmente attuabile, perché il ministero del Mare dovrebbe acquisire competenze anche dal ministero Mims (ex Trasporti), presieduto da Matteo Salvini, che è a capo di un partito alleato e anche vice primo ministro. E poche ore dopo l’insediamento del Governo, la Lega ha dichiarato che “le deleghe del ministro Musumeci non assorbiranno alcuna competenza attualmente in capo al ministero delle Infrastrutture e delle Mobilità Sostenibili”.

    È probabile che i nodi riguardino soprattutto due competenze specifiche del ministero Mims, ossia il governo dei porti (tramite le Autorità di Sistema Portuale) e l’immigrazione (tramite le Capitanerie di Porto). Riguardo a quest’ultima, bisogna ricordare che Salvini è ancora sotto processo per la vicenda della nave Open Arms, dove è imputato per sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio. E proprio questo è stato il principale ostacolo che ha chiuso a Salvini le porte del ministero dell’Interno.

    La questione delle competenze investe anche la gestione degli ingenti fondi del Pnrr destinati al trasporto marittimo. La Presidente del Consiglio ha dato la delega del Piano a Raffaele Fitto, ministro di quota Fratelli d’Italia per gli Affari Europei, Coesione Territoriale e Pnrr. Ma fin dalle prime dichiarazioni come ministro del Mims Salvini parla di cantieri, chiarendo così che intende tenere salda la presa su quelli di competenza del suo ministero.

    Il ministro del Mare dovrà poi dileguare i dubbi di quella parte del mondo del trasporto ha finora espresso dubbi, se non proprio contrarietà alla nascita di un ministero del Mare, sostenendo che la filiera logistica va tenuta unita e non spezzata nelle sue componenti. Ci sono anche i sostenitori di questo provvedimento, che evidentemente sta diventando divisivo in un settore dove le divisioni sono già abbondanti.

    © TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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