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Podcast K44

Cronaca

  • Camionista denunciato per furto in logistica nel Reggiano

    Camionista denunciato per furto in logistica nel Reggiano

    Un autotrasportatore di 59 anni residente a Parma è stato denunciato per furto aggravato dopo aver nascosto capi Armani per circa 1.600 euro nel proprio camion durante un'operazione di carico in un'azienda di logistica di Castelnovo di Sotto, nel Reggiano.

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Mare

  • Cambio a Livorno nella gestione del Terminal Calata Orlando

    Cambio a Livorno nella gestione del Terminal Calata Orlando

    Il terminal Calata Orlando del porto di Livorno passa sotto il controllo diretto dei Gruppi Fratelli Neri e Nova Marine Carriers, che hanno acquisito la maggioranza dalla holding NR Investimenti. La quota restante rimane alla famiglia Alberti.

Autotrasporto

  • Ministero trasporti promette ristori gasolio a ottobre 2026

    Ministero trasporti promette ristori gasolio a ottobre 2026

    All'assemblea di Confartigianato Trasporti il viceministro dei Trasporti Rixi ha fissato al 20 ottobre 2026 l'avvio dei pagamenti del credito d'imposta sul gasolio. Il Governo promette altri 80-90 milioni, la firma del ministero dell'Economia sul fondo da 590 milioni per il rinnovo dei veicoli e l'insediamento della Consulta entro ottobre.

    Il coronavirus si avvicina alla logistica italiana

    Fino al 22 febbraio 2020, il coronavirus era una malattia lontana, che destava preoccupazioni anche in Italia ma che comunque sembrava non avere conseguenze nella nostra vita quotidiana. Ma con l’emergere dei primi casi in una zona ristretta del lodigiano che comprende i Comuni di Codogno, Castiglione d’Adda e Casalpusterlengo, è sorto il primo focolaio italiano. Questi tre Comuni ospitano diverse piattaforme logistiche che fanno parte di uno dei più importanti distretti della logistica italiana, che copre le provincie di Lodi e Piacenza. In un raggio di una decina di chilometri da Codogno sorgono magazzini che riforniscono le supply-chain d’imprese produttrici, catene di commercio tradizionale ed elettronico. La diffusione del virus Covid-19 in questa zona metterebbe quindi in crisi la filiera logistica e il sistema produttivo industriale e commerciale di una parte d’Italia fondamentale per l’intero sistema economico, oltre che popolata da milioni di persone.

    L’esperienza cinese mostra che il principale problema riguarda l’astensione dal lavoro delle persone, che nel caso della filiera logistica comprende diverse funzioni, dal personale che svolge la movimentazione nei magazzini agli autisti dei camion. E ciò non riguarda solo le persone che si ammalano, che sono una parte degli abitanti, ma una platea molto più ampia di popolazione che, per evitare la diffusione del contagio, dover rimanere in quarantena per almeno quattordici giorni. Ma nella logistica – che serve un apparato produttivo e commerciale con scorte limitate all’osso – quattordici giorni di fermo sono tanti.

    Ci sono poi le conseguenze economiche per le imprese che operano nel trasporto e nella logistica. Il 17 febbraio, l’associazione dell’autotrasporto Trasportounito ha lanciato un primo segnale, che allora riguardava in prevalenza la riduzione dei flussi di merci provenienti dalla Cina, ma che ora diventa ancora più pressante con il focolaio del lodigiano. L’associazione ha annunciato “un piano di emergenza che verrà presentato al ministero dei Trasporti per la predisposizione anticipata di misure straordinarie a salvaguardia dell’economia e del lavoro, prevedendo l’utilizzo di ammortizzatori sociali, di strumenti di flessibilità che consentano processi di riconversione aziendali, possibili misure di detassazione e defiscalizzazione nonché procedure di sospensione per attenuare le scadenze dei finanziamenti in corso alle imprese coinvolte”.

    Oltre a questa iniziativa, che riguarda il trasporto stradale, che cosa si sta facendo per affrontare un’eventuale emergenza logistica causata dall’epidemia del coronavirus? Al momento non ci risultano piani, anche se speriamo che qualcuno stia cominciando a farli. L’esperienza cinese insegna che lasciare a casa magazzinieri e autisti ferma l’economia di un Paese molto più grande dell’Italia e dell’intera Europa. Siamo ancora in tempo per evitare che ciò avvenga anche nel nostro Paese.

    © TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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    Oltre 35 sezioni di binario manomesse in tutto il territorio olandese hanno paralizzato la circolazione ferroviaria il 15 settembre 2026. La Betuweroute per il traffico merci non è stata toccata e l'inchiesta si concentra sui gruppi di agricoltori radicali.

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