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Allarme degli spedizionieri sulle conseguenze della chiusura delle produzioni

Da giovedì 26 marzo, giorno in cui tutte le attività produttive in Italia dovrebbero essere sospese secondo l’ultimo Decreto del Presidente del Consiglio del Governo, che fine faranno le merci in transito? E come faranno le imprese a corto di liquidità a pagare fornitori (autotrasportatori compresi)? L’allarme è stato lanciato da Gianni Satini, presidente in Veneto della Federazione Autotrasportatori Italiani (Fai), che, durante una video conferenza stampa organizzata dall’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico settentrionale, ha sottolineato come la categoria degli autotrasportatori stia “già vivendo momenti molto difficili ma nei prossimi giorni, quando la merce che arriva in porto dovrebbe andare in consegna alle aziende, sarà un vero macello”.

Pur affermando che il mese di marzo ha tenuto in termini di volumi di merci trasportate da e per lo scalo, Satini si dice molto preoccupato dai risvolti finanziari del blocco delle attività: “Riusciranno le aziende a pagare i fornitori? E i fornitori riusciranno a pagare i sub-fornitori? Mi preoccupano le norme dove poi mancano sempre i decreti attuativi. Quando lo stomaco avrà fame non potremo mica dirgli che mancano i decreti attuativi».

Una preoccupazione che accomuna i trasportatori al mondo degli spedizionieri e degli operatori della logistica. “Ci preoccupa cosa succederà dopo il 25 marzo quando le imprese produttrici di beni non essenziali dovranno sospendere l’attività. Le merci già in viaggio e destinate a queste imprese rimarrebbero ferme in banchina per l’impossibilità a consegnarle”, ha osservato Paolo Salvaro, presidente di Confetra NordEst. “Come associazione di categoria attendiamo una risposta da Roma sulla possibilità di portare almeno queste merci fino al magazzino delle aziende”.

Gli ha fatto eco Andrea Scarpa, presidente Assosped Venezia e vicepresidente nazionale Fedespedi: 2Come spedizionieri speriamo che anche dopo il 25 marzo il Governo conceda la possibilità di portare a termine le consegne delle merce già in viaggio. Riteniamo che i magazzini e le attività di logistica merci anche delle imprese non considerate essenziali, e quindi obbligate a sospendere il lavoro, dovrebbero rimanere attivi2.

Alessandro Becce, amministratore delegato del terminal Psa Vecon, si aspetta a partire dai prossimi giorni "un accumulo di container nei piazzali, che rischia di mettere in crisi anche il regolare flusso delle merci ritenute essenziali2. Per questo il dirigente portuale ha chiesto agli altri operatori della catena logistica il massimo coordinamento possibile.

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