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Si scalda anche in Italia il fronte del Brennero

In una dichiarazione rilasciata il 13 febbraio 2020 all’Ansa, il presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher ha lanciato un'offensiva contro il transito dei veicoli industriali sull’autostrada A22 tra il confine del Brennero e Affi. Il presidente chiede misure altrettanto rigorose di quelle imposte dall’Austria: limitare il numero dei veicoli pesanti, sia di giorno che di notte, attivare sistemi digitali per il dosaggio (ossia mantenere un numero massimo di automezzi in viaggio in una determinata tratta) riduzione dinamica della velocità nel caso di traffico intenso e divieto di transito degli automezzi con motore fino a Euro 3. Kompatscher dichiara che “Da tempo il limite per l'A22 come infrastruttura, come anche per la popolazione, è stato raggiunto. Serve una rivoluzione". Non sorprende che il presidente della Provincia approvi anche i limiti già imposti dall’Austria che sono “un tentativo comprensibile per difendere gli interessi della popolazione locale, riducendo il traffico e l'inquinamento per migliorare la qualità di vita dei residenti lungo il corridoio".

Le dichiarazioni di Kompatscher non arrivano a caso, bensì il giorno prima dell’incontro annunciato dalla ministra dei Trasporti, Paola De Micheli, con la Commissaria europea Adina Valean, che il 14 febbraio inizierà in Austria una missione proprio sulla questione del transito dei veicoli industriali al Brennero, che proseguirà poi in Italia e Germania. La Commissaria incontrerà i ministri dei Trasporti dei tre Paesi e anche lo stesso Kompatscher, per trovare una soluzione condivisa. Una missione che con questi presupposti parte già difficile.

Da un lato, infatti, l’Austria è determinata a mantenere i divieti, che anzi ha esteso dall’inizio di quest’anno, e ha trovato nella Provincia di Bolzano un sostegno in territorio italiano; dall’altro le associazioni degli autotrasportatori hanno già da tempo aperto una dura vertenza contro Vienna e chiedono alla ministra dei Trasporti di denunciare la politica austriaca alla Corte di Giustizia Europea. Lo dice senza mezzi termina l’Anita in una nota diffusa oggi, precisando che bisogna mettere sotto accusa tre provvedimenti austriaci: il divieto di transito settoriale, perché sproporzionato e discriminatorio; il pedaggio autostradale notturno da Innsbruck al Brennero, perché superiore ai valori massimi permessi in Europa; i divieti di transito notturno, quelli di sabato mattina e i sistemi di dosaggio perché contrari alla libera circolazione e non funzionali alla protezione dell’ambiente.

Il vice-presidente di Conftrasporto, Paolo Uggè, va invece allo scontro diretto con il presidente della Provincia di Bolzano: “Vorrei ricordare al signor Kompatscher che l'impero austroungarico è finito da tempo e che l'Italia se n’è liberata iniziando con le cinque gloriose giornate di Milano”, esordisce Uggè con impeto irredentista, per poi proseguire: “Evidenzio che ora L'Austria fa parte della Comunità europea per scelta sua e che per entrare ha sottoscritto precisi impegni tra i quali rientra la libertà di circolazione. Negare che esista un problema di inquinamento sarebbe sciocco, così come è strumentale attribuirne la responsabilità ai Tir e lasciare intendere che la ferrovia oggi possa risolvere il problema. Una scusa evidente per nascondere una azione di concorrenza sleale”. Anche Uggè chiede “determinazione” al Governo italiano, precisando però che la fiducia nella ministra dei Trasporti non è “a scatola chiusa”.

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