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Disco verde per il tunnel Fehmarn Belt tra Germania e Danimarca

Via libera definitivo (a quanto pare) per la costruzione del tunnel Fehmarn Belt tra Germania e Danimarca. L’ultimo ostacolo da superare per la realizzazione del collegamento stradale e ferroviario tra i due Paesi, non era economico o politico, ma legato a un ricorso. Le compagnie di traghetti Scandlines e Stena Line che fanno servizio sul braccio meridionale del Mar Baltico, per ostacolare il progetto hanno cercato di fare leva sulle modalità di finanziamento pubblico concesso dalla Danimarca, prefigurando un aiuto di Stato, contrario quindi alle norme comunitarie. A dire il vero la Commissione europea aveva nel frattempo già approvato lo schema di finanziamento, ma la magistratura ha parzialmente annullato quella decisione.

Si è dunque tornati alla casella di partenza. La Danimarca ha rivisto il piano economico, è stato introdotto un tetto massimo per i prestiti pubblici e la garanzia statale è stata ridotta a 16 anni rispetto ai 55 originariamente previsti. Nel marzo 2020 la Commissione europea ha stabilito che il nuovo modello di finanziamento pubblico danese è compatibile con le norme comunitarie sugli aiuti di Stato. Dal canto loro le compagnie di traghetti si sono dette soddisfatte del compromesso raggiunto. C’è quindi il disco verde definitivo.

Il collegamento dello Fehmarn Belt, subito definito l’opera del secolo, consiste in un tunnel autostradale e ferroviario lungo 19 chilometri tra la Germania e la Danimarca e, in particolare, tra l'isola tedesca di Fehmarn e quella danese di Lolland. L'attraversamento sottomarino, il più lungo al mondo per questa tipologia, comprende un'autostrada a quattro corsie e una ferrovia a due binari, per un costo che supera i cinque miliardi di euro, senza considerare le opere di adduzione al tunnel nei due Paesi, da realizzare ex novo o potenziare.

La controversia legale avviata dalle compagnie di traghetti è solo l’ultima in ordine di tempo. Il percorso d'approvazione non è stato per nulla semplice e scontato, se si considera il fatto che il primo via libera al progetto è arrivato nel 2007. E mentre i danesi si sono subito detti favorevoli con il voto del Parlamento a larghissima maggioranza già nel 2011, i tedeschi di fatto hanno frenato il progetto con motivazioni ambientali ed economiche.

In realtà, mentre la Danimarca acquista notevoli vantaggi con questa rapida via di comunicazione con il nord della Germania, gli interessi geopolitici tedeschi sono più complessi. Da qui la maggiore prudenza da parte della Repubblica federale, e in particolare del Land dello Schleswig-Holstein che ha sciolto le riserve solo nel marzo 2019. La strada sembrava dunque spianata, ma poi è arrivato il ricorso di Scandlines e Stena Line. Il tunnel Fehmarn Belt è destinato a rivoluzionare completamente i trasporti nell’Europa del nord con un impatto analogo, anche se con proporzioni ovviamente diverse, a quello legato al tunnel della Manica.

Piermario Curti Sacchi

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