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Podcast K44

Cronaca

  • Controllo straordinario sui camion in Germania sull’A2

    Controllo straordinario sui camion in Germania sull’A2

    La Polizia autostradale tedesca di Bielefeld ha controllato circa 130 veicoli industriali sulle aree di servizio Lipperland Nord e Sud, tra Bielefeld e Herford. Contestate 87 infrazioni, di cui 35 su tempi di guida e riposo. La Dogana ha avviato ulteriori verifiche su lavoro irregolare e salario minimo.

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  • Cinque morti nella Honour 25 per battaglia con i pirati

    Cinque morti nella Honour 25 per battaglia con i pirati

    La polizia marittima del Puntland ha riconquistato la petroliera Honour 25 sequestrata ad aprile 2026. Nella battaglia sono morti cinque marittimi e quattro feriti, le prime vittime della pirateria somala da oltre dieci anni. Nel primo semestre 2026 l'Imb ha attribuito ai gruppi somali dieci attacchi e il 94% degli …

Autotrasporto

  • Milva ha cantato per ricomprare un camion

    Milva ha cantato per ricomprare un camion

    Nel nuovo episodio di "Mio padre, un camionista", la serie podcast di K44, la storia poco nota di Maria Ilva Biolcati: figlia di un autotrasportatore e commerciante di pesce del Delta del Po, cominciò a cantare per restituire al padre il camion distrutto in un incidente.

    Promossa sulla carta, la sicurezza ferroviaria inciampa nell’esercizio

    La sicurezza in ferrovia ha quasi del paradossale. A tenere bene accesi i riflettori è l’Ansfisa, l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali, un organismo indipendente che ha sempre svolto in modo così rigoroso il proprio lavoro da trovarsi talvolta al centro delle critiche degli operatori per le sue regole quasi ossessive e maniacali. Ne sanno qualcosa quelle amministrazioni ferroviarie, quasi tutte nell’Italia del centro-sud, che in assenza di sistemi di segnalamento evoluti sulla loro rete (come l’Scmt di Rfi) si sono viste imporre limitazioni di velocità draconiane. Lo stesso è accaduto per quelle linee dove esistono tuttora (anche se in rapida eliminazione) i passaggi a livello privati, non dotati di sistemi di sicurezza, dove vengono imposte drastiche riduzioni di velocità, quasi fossero da attraversare a passo d’uomo. Ebbene, nonostante sulla carta le regole siano molto rigorose, molto sfugge dalle maglie di regolamenti e circolari.

    Lo svio del 20 aprile 2023 a Firenze che ha spezzato l’Italia ferroviaria in due è proprio la dimostrazione di come la realtà sia molto più complessa delle regole scritte. E questo per svariate ragioni, sia tecniche sia procedurali. Analizzando il fatto di Firenze emergono da subito un paio di considerazioni. La prima è infrastrutturale: avere un unico corridoio sul quale converge tutto il traffico, è potenzialmente una soluzione non priva di pericoli, perché non ci si può appoggiare su itinerari alternativi, come insegna, tanto per fare un esempio, la lezione di Rastatt.

    La seconda considerazione è legata a una scelta tecnica che è ampiamente diffusa, non solo in casa Rfi ma anche in molte altre reti ferroviarie europee: l’uso di portali che sorreggono congiuntamente tutte le linee elettriche di alimentazione dei diversi binari interessati. A Firenze Castello i binari di corsa sono sei e il carro merci sviato abbattendo anche una parte dei portali ha strappato per un lungo tratto la linea elettrica di tutto il fascio binari. Sarebbe stato diverso se i binari fossero stati alimentati a due a due.

    L’incidente di Firenze, come quello ben più drammatico di Viareggio del 2009, hanno coinvolto treni merci, ma soprattutto hanno messo in luce la dispersione di competenze e di responsabilità sulla manutenzione dei carri ferroviari. A Firenze, l’impresa coinvolta con il treno intermodale Nola-Milano Segrate, la Gts Rail, ha puntualizzato che il carro sviato non era di sua proprietà. E questo apre una finestra su una realtà molto variegata, perché la proprietà dei carri è frammentata e quindi revisioni e controlli vengono eseguiti da soggetti ed enti diversi, probabilmente con metodologie e tecniche non uniformi, anche se formalmente corrette e certificate.

    È su questa realtà quotidiana che la severa attenzione di Ansfisa può fare ben poco. Leggendo il resoconto del 2022, l’Agenzia ha condotto 142 attività ispettive. I controlli sulle imprese ferroviarie sono stati 124, di cui 94 attività di monitoraggio sul campo, quattro svolte da remoto e 26 ispezioni specifiche. Le ispezioni sul campo hanno prodotto la verifica di 830 treni, 38 imprese ferroviarie e 6870 singoli elementi. I controlli sui gestori dell’infrastruttura sono stati 18, di cui sei attività di monitoraggio sulla terminalizzazione di merci pericolose, cinque visite in linea in cabina di guida, oltre a svariate altre indagini. Sulla carta è tutto ineccepibile, fino a che si fanno i conti con l’esercizio ferroviario quotidiano.

    Piermario Curti Sacchi

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