Il settore dell’autotrasporto merci in Italia si avvicina a un possibile fermo nazionale dei servizi a causa dell’aumento del costo del gasolio, stabilmente sopra i due euro al litro. Lo minaccia l’8 aprile 2026 Unatras, che ha convocato per il 17 aprile a Roma il Comitato esecutivo per decidere eventuali azioni di autotutela, in assenza di risposte ritenute adeguate da parte del Governo. L’unione delle associazioni degli autotrasportatori indica come elemento centrale della crisi il livello dei prezzi del carburante, che ha superato la soglia di sostenibilità economica per le imprese.
Secondo quanto comunicato da Unatras, il gasolio ha raggiunto i 2,04 euro al litro sulla rete ordinaria, con valori ancora più elevati sulla rete autostradale. Questa dinamica si traduce in un aggravio fino a 9.000 euro annui per veicolo pesante, con effetti diretti sulla competitività delle aziende. L’organizzazione evidenzia che molte imprese stanno operando in perdita, senza la possibilità di trasferire integralmente i rincari lungo la filiera logistica. Nel comunicato, Unatras sottolinea che i precedenti interventi, come la proroga del taglio lineare delle accise di 20 centesimi al litro, sono stati di fatto neutralizzati dall’aumento del prezzo industriale del carburante. L’associazione segnala inoltre che non sono state recepite le proposte di modifica al Decreto Legge n. 33/2026 avanzate dal settore per introdurre misure considerate più efficaci e immediate.
Le richieste avanzate riguardano in particolare l’emanazione del decreto attuativo relativo al credito d’imposta da 100 milioni di euro, il ripristino di strumenti di compensazione e ristoro, interventi a sostegno della liquidità e l’attuazione di meccanismi normativi per la compensazione dei rimborsi accise. Secondo Unatras, tali strumenti sono necessari per garantire la continuità operativa delle imprese, soprattutto per quelle che hanno investito in sicurezza e sostenibilità ambientale.




































































