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Contrabbando di 7 milioni di litri di gasolio della mafia


Il 20 gennaio 2020 la procura di Catania ha annunciato la conclusione dell'operazione Vento di Scirocco, che ha portato all'arresto di ventitré persone accusate a vario titolo di associazione di tipo mafioso, associazione per delinquere, estorsione in concorso, intestazione fittizia di beni, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, falsità commessa dal privato in atto pubblico, emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, occultamento o distruzione di scritture contabili, con l'aggravante di avere agito al fine di agevolare il clan mafioso "Mazzei" (detti anche "carcagnusi") e con il metodo mafioso. Una parte di questi reati deriva da una frode fiscale sul gasolio scoperta dalla Guardia di Finanza durante le indagini.
La frode è del tipo "carosello all'Iva", che consiste nel porre diversi operatori commerciali tra i venditori e gli acquirenti del carburante con lo scopo di mascherare il mancato versamento dell'Iva. Alcune società che si facevano passare per esportatori abituali senza esserlo emettevano false dichiarazioni d'intento. Questi documenti permettono di acquistare prodotti petroliferi da soggetti italiani con l'unico scopo di venderlo all'estero, senza quindi dover applicare l'Iva. In realtà, questi intermediari lo vendevano clandestinamente in Italia evitando così il pagamento delle imposte.
La Finanza ha individuato alcune società cartiere gestite da prestanome che ricevevano il gasolio presso un deposito di Augusta da depositi di Mazara del Vallo e delle provincie di Trapani, Palermo, Ragusa e Reggio Calabria, che hanno emesso fatture false per circa cento milioni di euro. Il gasolio era anche acquistato da fornitori esteri con sede nel regno Unito, Malta e Repubblica ceca, importato in Italia con documenti falsi. Complessivamente, gli inquirenti hanno stimato che l'organizzazione ha compiuto il contrabbando e la frode fiscale su 5,7 milioni di chili (pari a circa sette milioni di litri) di gasolio, evadendo 4,2 milioni di accisa e 1,6 milioni d'Iva.

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