“Seguiremo con la massima attenzione l'evoluzione della vicenda e metteremo in campo tutte le iniziative necessarie per tutelare le lavoratrici e i lavoratori coinvolti”: così le segreterie regionali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto aereo hanno reagito alla comunicazione che sposta, dall'8 settembre 2026, le attività di handling merci di Amazon dallo scalo di Malpensa a Brescia Montichiari. Dopo la richiesta di un tavolo urgente avanzata dalla Flai, anche Cub Trasporti è passata all'azione: il sindacato ha già inviato alla prefettura di Varese la comunicazione per l'apertura della prima fase della procedura di raffreddamento, primo passo formale verso la proclamazione di uno sciopero.
Amazon Prime Air trasferirà dunque le proprie attività di handling cargo dall'aeroporto di Malpensa a quello di Brescia Montichiari. Il cambio riguarda anche il fornitore dei servizi di assistenza a terra: l'attuale handler Mle (gruppo Bcube) cederà il servizio a Gda Handling, operatore già attivo sullo scalo bresciano. L'ultimo giorno di operatività di Mle a Malpensa è fissato al 7 settembre 2026, con il passaggio delle attività a Gda Handling il giorno successivo. La scelta di Amazon sarebbe motivata da un'offerta economica notevolmente più bassa rispetto alle condizioni contrattuali in essere con Mle-Bcube. Il meccanismo formale attraverso cui avviene il passaggio è quello della clausola sociale prevista dal Ccnl Trasporto aereo: Mle ha inviato una comunicazione a Gda Handling, Enac, Sea, alla stessa Amazon e alle organizzazioni sindacali, intitolata "attivazione protocollo Clausola Sociale per trasferimento attività vettore Amazon". La clausola obbliga in teoria l'impresa subentrante ad assorbire in via prioritaria i lavoratori già impiegati dal gestore uscente: si tratta di circa 200 dipendenti di Bcube-Mle.
Prima d’intraprendere iniziative di lotta, le confederazioni ritengono comunque necessario comprendere con precisione la portata del trasferimento e le ricadute sulle lavoratrici e sui lavoratori coinvolti: Per questo chiederemo con urgenza un incontro alle aziende interessate, al fine di acquisire tutti gli elementi necessari e verificare l'applicazione delle procedure previste dalla clausola sociale del Ccnl Trasporto aereo”, scrivono in una nota. Le sigle sottolineano anche che “la dimensione della commessa coinvolta lascia infatti prevedere importanti ricadute occupazionali e organizzative per il personale dell'azienda che oggi svolge il servizio a Malpensa”, e definiscono la vicenda un caso in cui “scelte e logiche esclusivamente commerciali rischiano di determinare cambiamenti profondi nella vita delle persone, senza che risultino adeguatamente valutate tutte le conseguenze sociali e occupazionali”.
Andrea Orlando della Flai aveva aperto la vertenza dichiarando a Malpensa24 che il cambio di appalto "genera centinaia di esuberi" e "sottrae forme di tutela". Il sindacalista ha evidenziato il rischio di un precedente applicabile in futuro ad altri vettori, e ha segnalato che diversi contratti a termine non verranno rinnovati per effetto dell'operazione. Giovanni De Lucia, funzionario Filt Lombardia, ha dichiarato al Corriere della Sera che il sindacato vigilerà sulla tipologia dei contratti applicati ai nuovi assunti dello scalo bresciano. A Malpensa, ha precisato, la preoccupazione riguarda la possibile riduzione dell'organico e la necessità che eventuali trasferimenti "siano accompagnati nel modo corretto". La Filt lamenta inoltre di non essere stata coinvolta nella decisione.
Amazon Italia, interpellata dal Corriere della Sera, ha replicato che le attività di movimentazione merci "sono gestite da fornitori terzi indipendenti, responsabili della gestione del proprio personale", aggiungendo di attendersi che "tutte le tutele previste dal Contratto collettivo nazionale di riferimento applicabili vengano pienamente rispettate durante questa transizione". Si tratta della prima – e finora unica - presa di posizione pubblica dell'azienda sulla vicenda.
Ogni settimana atterrano a Malpensa 38 voli cargo di Amazon, per un totale di 13.870 movimenti annui che dall'8 settembre si sposteranno a Montichiari. Per lo scalo bresciano Gabriele D'Annunzio la previsione è di circa 14mila nuovi voli annui, nell'ambito di quello che punta a essere un rilancio del traffico cargo dello scalo. Tra le motivazioni della scelta viene citata la posizione geografica baricentrica di Montichiari rispetto al Nord Italia e alla rete di infrastrutture di mobilità.
Amazon Air opera a Malpensa dal 2017 e a marzo 2024 Malpensa risultava l'aeroporto europeo più connesso nella rete di Amazon Air, secondo uno studio del Chaddick Institute della DePaul University, anche se il vettore rappresenta solo il 2,5% della merce totale gestita al cargo di Malpensa. La scelta di Brescia Montichiari non è inetita, perché già dal 2024 circolano indiscrezioni su un possibile interesse di Amazon per lo sviluppo di un polo logistico nei pressi dello stesso aeroporto di Montichiari, tramite la società Techbau. Nello scalo bresciano, inoltre, Amazon potrà lavorare a stretto contatto con Poste Italiane e Poste Air Cargo, presente stabilmenti da anni.
Antonio Illariuzzi



































































