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Fercam replica ai sindacati sulla vertenza aziendale


Il 6 dicembre 2019 le sigle Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno diffuso una dura nota sulla vertenza relativa al rinnovo del contratto di forfettizzazione degli autisti Fercam, accusando l'azienda altoatesina di applicare "in maniera impropria" il contratto nazionale e di utilizzare autisti stranieri tramite somministrazione internazionale. Al termine della comunicazione, i sindacati confermano lo stato di agitazione e preannunciano eventuali scioperi. Interpellata da TrasportoEuropa, il 10 dicembre la Fercam ha risposto con una nota scritta, che riportiamo integralmente.
"Fercam fa presente che è molto interessata a proficue e buone relazioni sindacali e per questo volentieri ha accettato l'invito delle segreterie nazionali delle organizzazioni sindacali a Roma il 5 dicembre per un raffronto a livello nazionale. Fercam rispetta in tutte le parti il Ccnl in vigore e per la maggior parte remunera i propri collaboratori ben oltre i livelli del contratto collettivo nazionale. Anche l'art 42 del contratto collettivo viene rispettato in tutte le sedi italiane. Per quanto riguarda la questione per gli autisti della sede di Bolzano, Fercam fa presente che da tempo ha proposto un contratto aziendale di secondo livello migliorativo rispetto a quanto previsto dal contratto collettivo nazionale, ma nonostante l'accordo a livello locale e richiesta di sottoscrizione da parte dei singoli lavoratori, a livello nazionale l'accordo non viene accettato. Fercam è disponibile e pronta alla firma del contratto integrativo di secondo livello che migliorerebbe di molto la remunerazione degli autisti. Ovviamente Fercam per rimanere competitiva a livello internazionale deve poter organizzare la propria struttura europea in un contesto internazionale con strutture operative anche nei paesi dell'Est Europa, ma sempre nell'ambito delle normative nazionali ed europee, specificando che non esiste il cabotaggio internazionale lamentato dalle organizzazioni sindacali, essendo il trasporto internazionale di fatto liberalizzato e quindi non sottoposto a regole nazionali italiane".

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