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  • Al terminal Genova Pra’ diventa operativo il Port Tracking

    Al terminal Genova Pra’ diventa operativo il Port Tracking

    L'Agenzia delle Dogane, con l'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale e il supporto della Guardia di Finanza, ha avviato il progetto Port Tracking I-Road. Il sistema collega Aida e Port Community System per tracciare in tempo reale camion e merci.

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  • Camion fermi per giorni alla frontiera turco-bulgara

    Camion fermi per giorni alla frontiera turco-bulgara

    Dal 28 ottobre 2026 le proteste degli autisti turchi contro le regole Schengen sui soggiorni interrompono a tratti i transiti dei camion verso Bulgaria e Grecia. A Kapıkule l'attesa superava già i quattro giorni. Ankara ha avviato contatti con Sofia e la Commissione Europea.

    Termini riaperti per il contributo strada-mare

    Quattro mesi e mezzo dopo la scadenza, si riattiva la procedura per chiedere il contributo al trasporto combinato strada-mare Sea Modal Shift. Lo fa il Decreto direttoriale del ministero dei Trasporti numero 306 del 29 ottobre 2026, che riapre in via straordinaria i termini per presentare le domande di rendicontazione dell'incentivo Sea Modal Shift relative alla seconda annualità, cioè agli imbarchi effettuati tra il 6 dicembre 2024 e il 5 dicembre 2025. La piattaforma gestita da Ram Logistica, Infrastrutture e Trasporti è tornata attiva dalle 9.00 di venerdì 30 ottobre fino alle 14.00 di lunedì 9 novembre 2026. Il Decreto definisce la riapertura "non reiterabile" e il termine finale perentorio: le richieste che arriveranno dopo, o inviate per canali diversi dalla piattaforma, sono inammissibili. Il termine originario venne fissato dal Decreto direttoriale numero 55 del 25 marzo 2026 e poi prorogato, con il Decreto numero 118 del 26 maggio, alle 12.00 del 12 giugno 2026.

    Possono presentare la domanda soltanto le imprese ammesse alla seconda annualità con la domanda di accesso prevista dal Decreto direttoriale numero 137 del 4 novembre 2024 e la rendicontazione deve riguardare solo i viaggi debitamente quietanzati sulle rotte dell'allegato A al Regolamento e su quelle aggiunte dai Decreti direttoriali numero 1 del 12 gennaio 2024 e numero 239 del 27 dicembre 2024. Anche le imprese che avevano già trasmesso la rendicontazione possono sostituirla o integrarla con una nuova domanda, che rimpiazza per intero la precedente. In tal caso il gestore prende in considerazione solo l'ultima validamente inviata e la sottopone a una nuova istruttoria.

    L'articolo 3 del nuovo Decreto regola gli effetti sui procedimenti in corso. Per le imprese che non avevano presentato la rendicontazione entro il 12 giugno, comprese quelle che hanno già ricevuto il preavviso di rigetto previsto dall'articolo 10-bis della Legge 241 del 1990, la nuova domanda si considera presentata alla data di chiusura della piattaforma ai fini del termine di conclusione del procedimento. Fino al 9 novembre il ministero non invierà altri preavvisi di rigetto e quelli già notificati vengono superati dalla presentazione della nuova domanda. Alle imprese ammesse che non presenteranno nulla neppure in questa finestra, la Direzione generale notificherà il rifiuto, preceduto dalla comunicazione dei motivi, se non è già avvenuta. Lo stesso criterio sulla data di presentazione vale per le domande sostitutive o integrative.

    Il Decreto non introduce nuove risorse. I contributi restano entro i fondi già impegnati per la seconda annualità con il Decreto direttoriale numero 232 del 20 dicembre 2024 e sono calcolati con i criteri degli articoli 6 e 8 del Regolamento, applicati in modo uniforme a tutti i beneficiari. In concreto, è uno stanziamento di 21,5 milioni di euro per ciascun anno dal 2023 al 2026.

    Le motivazioni di questo nuovo provvedimento si aprono con la crisi iniziata alla fine di febbraio 2026 dal conflitto che coinvolge l'Iran, che ha comportato l'interdizione di fatto della navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz. Il Decreto ne elenca gli effetti: aumento del greggio, dei combustibili marittimi, dei noli e dei premi assicurativi per rischio guerra, con il Brent oltre i 100 dollari al barile già a marzo e sopra i 110 dollari a ottobre, fino alla decisione dei Paesi membri dell'Agenzia Internazionale dell'Energia di rilasciare l'11 marzo 400 milioni di barili dalle scorte di emergenza. A ciò si somma la crisi del Mar Rosso e di Bab el-Mandeb, che dalla fine del 2023 ha spostato sul Capo di Buona Speranza larga parte dei traffici tra Asia ed Europa e che, nonostante una parziale attenuazione, tiene i transiti di Suez sotto i livelli precedenti, con ricadute sui porti italiani.

    In ambito nazionale, il testo richiama il gasolio per autotrazione, salito in ottobre a un prezzo medio self-service di 2,26 euro al litro, i due interventi d'urgenza del Governo sul credito d’imposta e le proteste con blocchi stradali di ottobre, che hanno interrotto gli approvvigionamenti soprattutto nel Mezzogiorno. I beneficiari del Sea Modal Shift sono imprese di autotrasporto per conto terzi, cioè gli stessi operatori colpiti dai rincari, e versare loro contributi già impegnati viene presentato come un sostegno coerente con quelle misure e senza costi aggiuntivi. Inoltre, i servizi ro-ro e ro-pax subiscono anche gli oneri del sistema Ets, con un obbligo di restituzione salito al 70% delle emissioni 2025 e al 100% di quelle 2026, e quelli del regolamento FuelEU Maritime, che non gravano in misura corrispondente sul trasporto stradale. Tale aumento dei costi marittimi riduce la convenienza della modalità combinata ed espone al rischio di un ritorno al tutto-strada, contrario agli scopi della Legge 208 del 2015 che ha istituito l'aiuto.

    Il Decreto osserva anche che la finestra di rendicontazione, tra marzo e giugno, ha coinciso con la fase più acuta della crisi, quando le imprese hanno faticato a ottenere da compagnie di navigazione e intermediari le certificazioni dei viaggi. Le stesse difficoltà hanno inciso sulla completezza delle domande presentate in tempo: aprire la finestra solo a chi era rimasto escluso avrebbe creato, secondo la Direzione generale, una disparità di trattamento a danno di chi aveva rispettato la scadenza.

    L'ultima parte delle premesse è dedicata a un bilanciamento esplicito tra valori costituzionali, con il richiamo alla sentenza numero 85 del 2013 della Corte Costituzionale, secondo cui nessun valore può diventare "tiranno" rispetto agli altri. A favore della riapertura, il Decreto cita la libertà d'iniziativa economica (articolo 41), la tutela del lavoro in un settore ad alta intensità di manodopera (articoli 1, 4 e 35), i doveri di solidarietà (articoli 2 e 3), la coesione territoriale e il superamento degli svantaggi dell'insularità (articolo 119), cui sono funzionali i collegamenti ro-ro e ro-pax con le isole e il Sud, e il buon andamento dell'amministrazione (articolo 97), inteso come pieno utilizzo delle risorse stanziate. La conclusione è che escludere dai contributi le imprese che ne hanno maturato i requisiti produrrebbe un danno sproporzionato rispetto all'interesse al rispetto del termine.

    Antonio Illariuzzi

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