Il tetto ai prezzi del gasolio, nato dalla persuasione morale del Governo e da un'iniziativa che le compagnie petrolifere hanno presentato come spontanea, avrebbe retto otto giorni sui trenta annunciati prima di cedere, secondo Faib Confesercenti e Fegica, le federazioni dei gestori degli impianti di distribuzione, che quindi chiedono un tetto fissato per via legislativa e annunciano che presenteranno una proposta lunedì 12 ottobre a Roma. Le due associazioni riconoscono comunque all’azione delle compagnie due risultati: il primo la dimostrazione che i prezzi alla pompa erano troppo alti e che abbassarli era possibile, il secondo, più tecnico, è aver reso accettabile nel dibattito l'idea di un tetto ai prezzi anche in un regime di libero mercato.
La prima settimana di applicazione ha però prodotto, nella ricostruzione dei gestori, una serie di effetti distorsivi. La nota descrive una rete spaccata a metà: da una parte i distributori con il prezzo ridotto, spesso rimasti senza prodotto per i limiti del sistema logistico di rifornimento, mentre gli utenti hanno affrontato lunghe attese, dall'altra quelli rimasti per diverse ragioni ai prezzi pieni, con il carburante invenduto nelle cisterne. Alle code dei clienti si sono aggiunte le proteste dei gestori delle reti indipendenti e delle pompe bianche, che lamentano una distorsione della concorrenza, ma anche di autotrasportatori, agricoltori e pescatori.
Per Faib e Fegica il contenimento dei prezzi resta necessario, a tutela di chi fa rifornimento e dei fondamentali economici del Paese, in una fase che la nota descrive come d’inflazione fuori controllo. La soluzione indicata, il tetto introdotto per Legge, deve essere temporanea, proporzionata e trasparente, basata su parametri oggettivi e costruita in modo da salvaguardare sia l'approvvigionamento, sia il funzionamento concorrenziale del mercato.
Per quanto riguarda l’andamento del mercato dei carburanti, giovedì 8 ottobre il gasolio self sulla rete stradale nazionale è rimasto stabile a 2,261 euro al litro, mentre la benzina è scesa a 2,037 euro da 2,040, secondo le rilevazioni del ministero dell’Industria. In autostrada la media self del gasolio era di 2,287 euro al litro. Nel corso della settimana, il gasolio self era passato dai 2,285 euro al litro del 1° ottobre a 2,242 il 5 ottobre, per poi risalire a 2,244 il 6, primo giorno senza lo sconto fiscale di 6,1 centesimi al litro sulle accise, e a 2,261 il 7. Lo stesso 6 ottobre, il tetto fissato da Eni sul gasolio è salito da 2,19 a 2,25 euro al litro, per la scadenza dello sconto fiscale e il mancato scatto del meccanismo delle accise mobili.
Il greggio ha chiuso la giornata in forte rialzo. In mattinata il Brent ha superato i 102 dollari al barile (+2,4%), sostenuto dall'allerta uragano nel Golfo del Messico e dal rischio di un attacco americano all'Iran prima delle elezioni di metà mandato e a metà giornata l'aumento ha superato il 5%. Il Brent con scadenza dicembre è salito del 5,3% a 105,5 dollari al barile, mentre il Wti novembre ha guadagnato il 5,4% a 93 dollari.
Antonio Illariuzzi




































































