Prima dell'Olympia di Parigi, dei testi di Brecht e dei tanghi di Piazzolla, nella storia di Milva c'è un camion. Apparteneva al padre, Pescariello Biolcati, per tutti Mimì, che a Goro, nel Ferrarese, comprava il pesce e lo portava ai negozi di Ferrara, Bologna e Firenze nelle prime ore del mattino. Da quel mezzo, e dal giorno in cui andò perduto, parte il nuovo episodio di "Mio padre, un camionista", la serie podcast di K44, il contenitore di video e podcast curato da Trasporto Europa e da Uomini e Trasporti.
Quando un incidente distrugge il camion, per la famiglia Biolcati si fermano il lavoro e il reddito. Nessuno concede credito a Mimì per un nuovo veicolo, mentre la madre Noemi intensifica il lavoro di sarta e comincia ad alzarsi all'alba per smistare la frutta ai mercati generali. È in quei giorni che la giovane Maria Ilva prende la sua decisione: cantare per guadagnare i soldi necessari a ricomprare il mezzo al padre. L'episodio attinge anche alla biografia "Milva, l'ultima diva" della figlia Martina Corgnati, pubblicata da La nave di Teseo. Il racconto segue la ragazza dalle balere e dalle feste popolari della Bassa Padana fino al concorso "Voci Nuove" della Rai del 1958, con tre mesi a Firenze a cantare in radio. Lo stipendio era di 8mila lire al mese, e metà finiva a casa: un'abitudine che Milva conservò per tutta la vita.
La serie dà voce ai figli e alle figlie dei camionisti, partendo da nomi noti come Vasco Rossi, Vladimir Luxuria e Danilo Petrucci per arrivare a chi ha proseguito il mestiere del padre, in qualche caso portando l'azienda di famiglia a dimensioni importanti, e a chi ha cambiato strada.











































































