Mentre il prezzo del gasolio aumenta, la Guardia di Finanza sta intensificando le indagini contro le frodi. Il 25 agosto 2026 ha annunciato che la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata ha ottenuto dal Gip un'ordinanza di misure cautelari nei confronti di quattro persone che, secondo l'accusa, sarebbero a vario titolo responsabili di contrabbando di prodotti energetici. Il provvedimento, eseguito dai finanzieri del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Aversa, dispone un obbligo di dimora con presentazione alla polizia giudiziaria, due obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria e un'interdizione dall'attività d'impresa per la durata di un anno.
Secondo gli inquirenti, l’inchiesta è partita da un controllo su strada che ha portato al sequestro di un grosso carico di olio lubrificante, presumibilmente destinato all'autotrazione in violazione degli articoli 40 e 49 del Testo Unico delle Accise), insieme all'autoarticolato che lo trasportava. Le successive indagini avrebbero fatto emergere diversi reati per non pagare accise e Iva, oltre il trasporto dei prodotti senza la documentazione obbligatoria o con documenti falsi.
Durante l’indagine la Finanza ha sequestrato in più occasioni oltre 100mila chilogrammi di olio lubrificante presumibilmente destinato all'autotrazione e quantitativi di benzina pronta per la commercializzazione in contrabbando, oltre agli automezzi usati per i trasporti. Gli inquirenti ritengono inoltre il consumo di ulteriori 220.400 chilogrammi di prodotti energetici in evasione d'imposta. Nei confronti di una società e di due indagati è stato disposto anche il sequestro preventivo del profitto dei reati ipotizzati, quantificato in 322.189,22 euro, pari alla somma delle imposte sottratte a tassazione.
Un'altra operazione contro le frodi sui carburanti ha interessato nello stesso periodo il territorio di Viterbo, dove i finanzieri e i funzionari dell'Area territoriale dell'Agenzia delle Dogane hanno intensificato i controlli sui distributori stradali di carburante, con l'obiettivo di verificare la qualità degli idrocarburi per autotrazione in coincidenza con il periodo estivo. Le operazioni, concluse lo scorso 19 agosto, hanno interessato contemporaneamente nove impianti di erogazione tra Viterbo e provincia, dove sono state prelevate numerose campionature di gasolio. Le analisi hanno rilevato, in un caso, gasolio per autotrazione non conforme alla normativa vigente per quanto riguarda il punto di infiammabilità, il cosiddetto flash point. Il serbatoio del distributore in cui era stoccato il prodotto non conforme è stato sottoposto a sequestro d'urgenza dai finanzieri della Compagnia di Tarquinia, che hanno operato insieme al personale dell'Adm di Viterbo, con oltre 4mila litri di carburante. Il titolare dell'impianto è accusato di frode in commercio.






































































