L’incendio che a metà luglio 2026 ha colpito il Parco del Pollino, nel tratto compreso tra i Comuni di Sibari e Morano Calabro lungo l’autostrada A2 in direzione Reggio Calabria, ha coinvolto anche la storica area di servizio di Castrovillari, punto di riferimento per autisti e autotrasportatori in transito sulla dorsale tirrenica. Secondo la Lega Autisti Autotrasportatori Indipendenti Siciliani Nazionali, Laaisn, l’episodio, indicato come presumibilmente doloso, ha reso necessaria la chiusura del tratto autostradale interessato e ha riportato al centro il tema della sicurezza lungo le infrastrutture utilizzate ogni giorno dal trasporto merci.
La denuncia dell’associazione non riguarda solo l’emergenza incendi, ma il livello di protezione delle aree di servizio, la rapidità degli interventi e la capacità del sistema autostradale di garantire continuità e sicurezza al traffico pesante. La presidente della Laaisn, Tania Andreoli, sottolinea che l’area di Castrovillari era molto frequentata da conducenti professionali e autotrasportatori e collega l’accaduto a una criticità più ampia: "Questo evento evidenzia come il Paese non abbia infrastrutture, ivi comprese le aree di servizio, in linea con il Pacchetto Mobilità europeo". Il riferimento dell’associazione è alla distanza tra le esigenze operative dell’autotrasporto e le condizioni effettive di tratti viari considerati strategici, soprattutto nel Mezzogiorno. La A2 rappresenta un asse essenziale per i collegamenti con la Calabria e la Sicilia e il blocco o la riduzione della circolazione in un tratto trafficato può produrre effetti immediati sui tempi di percorrenza, sulla programmazione dei viaggi e sulla gestione delle soste obbligatorie dei conducenti. Per gli operatori, l’interruzione di un’area di servizio non è solo un problema locale, ma un elemento che incide sull’organizzazione dei trasporti e sulla sicurezza del lavoro.
Andreoli contesta in particolare il fatto che, secondo la ricostruzione dell’associazione, le fiamme abbiano richiesto più giorni per essere domate in una zona dove il transito di veicoli industriali è intenso. La presidente della Laaisn lega questo aspetto alla necessità di rafforzare i presidi di pronto intervento nei tratti autostradali esposti a rischi ambientali e infrastrutturali, ricordando che le aree di servizio sono parte integrante della catena logistica. Per chi guida veicoli industriali, infatti, questi punti non servono soltanto al rifornimento, ma anche al riposo, al rispetto dei tempi di guida e alla sicurezza personale. L’associazione parla di norme di sicurezza e pronto intervento insufficienti, soprattutto nei tratti in cui l’incolumità pubblica dovrebbe essere garantita con continuità. Nel comunicato, la critica viene inserita anche nel quadro dell’aumento dei pedaggi e di campagne istituzionali considerate prive di effetti concreti per chi lavora quotidianamente su strada.
Il vicepresidente Giuseppe Neri pone l’accento sulla condizione dei conducenti, descrivendo un mestiere esposto a rischi continui, sia sulle strade nazionali sia all’estero. "Rischiamo ogni giorno la nostra stessa vita sulle strade nazionali ed estere, senza sapere se ritorniamo alle nostre case", afferma Neri, accusando chi dovrebbe tutelare la categoria di essere "completamente omissivo". La sua valutazione è che l’incendio dell’area di servizio di Castrovillari abbia mostrato la fragilità del Paese davanti a eventi che possono coinvolgere simultaneamente viabilità, popolazione locale, imprese e ambiente. Neri ritiene che il rischio di una tragedia sia stato concreto, con le fiamme arrivate in prossimità della carreggiata e, sempre secondo la ricostruzione dell’associazione, anche verso le località marittime circostanti.
P.R.





























































