I finanzieri del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Genova e i funzionari del Reparto Antifrode dell'Agenzia delle Dogane hanno sequestrato all’inizio di luglio 2026, nel bacino portuale di Genova Prà, 1.400 panetti di marijuana per un peso complessivo di oltre 770 chilogrammi. Il carico era nascosto all'interno di un container che trasportava, secondo la documentazione doganale, frutta disidratata. La sostanza stupefacente era stipata in oltre 170 scatole di cartone poste alla base del container, sotto la merce dichiarata. La perdita economica per le organizzazioni criminali coinvolte, calcolata sulla base del prezzo di vendita al dettaglio che il quantitativo avrebbe generato nelle piazze di spaccio della movida del Nord Italia, è stimata in oltre 8 milioni di euro.
Il sequestro di Genova Prà s’inserisce in una sequenza d’interventi che negli ultimi mesi ha interessato lo scalo ligure. L’episodio più importante è avvenuto lo scorso gennaio, nel bacino di Sampierdarena, dove la Guardia di finanza e il Reparto Antifrode dell'Agenzia delle Dogane intercettarono un container proveniente dal porto colombiano di Cartagena con a bordo 2.380 chilogrammi di cocaina pura, suddivisi in 2.109 panetti e nascosti in 87 sacchi di iuta avvolti in reti di nylon all'interno di un carico di merce legale dichiarata alla Dogana. Il valore che la sostanza avrebbe potuto generare una volta immessa sul mercato al dettaglio fu stimato in circa 1,5 miliardi di euro.
Il porto di Genova conferma così il proprio ruolo di punto di osservazione privilegiato per le rotte del narcotraffico internazionale: tra il 2024 e il 2025 nello scalo erano già stati sequestrati oltre tre tonnellate di cocaina e circa 140 chilogrammi di eroina, mentre nel 2019 l'operazione Neve Genovese portò al ritrovamento di oltre due tonnellate di cocaina pura, all'epoca il quantitativo più ingente intercettato in Italia negli ultimi 25 anni.










































































