Il fascicolo aperto dalla procura di Milano per il rogo che ha devastato il deposito di smistamento Brt di Milano Bovisa ipotizza il reato d’incendio doloso a carico di ignoti. L'inchiesta, coordinata dal procuratore Marcello Viola e dal pm della Dda Paolo Storari, è stata avviata in via precauzionale nelle ore immediatamente successive alle fiamme, per accertare - ed eventualmente escludere - l'ipotesi di un attentato o di un sabotaggio.
La ricostruzione al momento più accreditata individua l'innesco in un pacco caricato su un camion diretto a Torino, all'interno del capannone di via Don Giovanni Minzoni. Il semirimorchio, che avrebbe dovuto trasportare tra i 500 e i 600 colli, era in fase di carico quando da uno dei pacchi già stipati si è sprigionato del fumo, trasformatosi in pochi istanti in un incendio che ha bruciato l'intero contenuto del veicolo per poi propagarsi al deposito. A confermare questa dinamica è stato il capo magazziniere Sonny Salac, 35 anni, originario delle Filippine e in forza al centro logistico dal 2008: ha raccontato di aver visto una vampata subito dopo la caduta di un grosso pacco da uno scivolo trasportatore, di aver tentato di spegnere le fiamme con un estintore e, non riuscendovi, di aver fatto evacuare i colleghi presenti prima che le fiamme si estendessero.
Dopo l’incendio, Brt ha comunicato ai clienti con una lettera la chiusura della filiale di Bovisa per l'intera giornata di giovedì 9 luglio e le spedizioni vengono progressivamente assorbite dalle filiali limitrofe per limitare i disagi. La società esclude feriti tra il personale presente al momento del rogo e riferisce di aver attivato da subito le procedure di sicurezza, restando in contatto con Vigili del Fuoco e Autorità per la messa in sicurezza dell'area. Nella comunicazione, Brt ammette possibili rallentamenti nella fase di riorganizzazione, impegnandosi a fornire aggiornamenti tempestivi alla clientela.
Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti Lombardia hanno chiesto un incontro urgente alla direzione per avere un quadro preciso della vicenda e definire le misure a tutela dei lavoratori coinvolti. Le sigle, in una nota congiunta, rivendicano piena chiarezza sulla dinamica dell'incendio e sulle cause che lo hanno determinato, chiedendo che episodi analoghi non si ripetano; tra le richieste avanzate ci sono la garanzia occupazionale e la continuità retributiva per gli addetti che, a causa dei danni subiti dal sito, non potranno temporaneamente svolgere le proprie mansioni.
Le indagini vedono al lavoro insieme la Digos e i Vigili del Fuoco, impegnati per circa dodici ore nello spegnimento e tuttora attivi nelle operazioni di raffreddamento e bonifica dell'area, compresi i container con le batterie al litio delle biciclette elettriche stoccate nel deposito. Non appena la Digos trasmetterà gli atti, la Procura procederà agli accertamenti tecnici sul mezzo sequestrato, sulla presenza o meno di sostanze acceleranti e sulla tracciabilità di mittenti e destinatari dei pacchi coinvolti, elementi che stabiliranno se l'ipotesi di dolo troverà conferma o lascerà spazio a quella di un rogo accidentale.






































































