Il tribunale di Neuruppin ha disposto il 28 aprile 2026 la procedura di insolvenza provvisoria sul patrimonio di Euba Logistic Gmbh Internationale Spedition, società tedesca di trasporto e logistica con sede ad Angermünde, nel Brandeburgo. L’impresa, attiva da oltre 75 anni, continua temporaneamente a operare sotto controllo giudiziario, mentre il curatore provvisorio Christian Graf Brockdorff valuta le condizioni per stabilizzare l’attività e preservare la continuità aziendale. Il provvedimento riguarda una media impresa storica del trasporto tedesco, con 145 dipendenti e un fatturato annuo di circa 18 milioni di euro. La società opera come spedizioniere internazionale e fornitore di servizi logistici, con attività nel trasporto su strada, nello stoccaggio e nelle pratiche doganali. La crisi è stata collegata all’aumento dei costi operativi, in particolare carburante e lavoro, e alla difficoltà di trasferire questi rincari ai clienti in un mercato segnato da margini ridotti e forte pressione sui noli.
La procedura non ha comportato un’interruzione immediata dell’operatività. L’azienda continua temporaneamente a operare, rispettando i contratti in essere e mantenendo l’attività verso i clienti. I dipendenti risultano coperti dall’indennità d’insolvenza per il periodo aprile-giugno 2026, misura che consente di tutelare i salari nella fase iniziale della procedura e di dare tempo al curatore per verificare le prospettive industriali e finanziarie dell’impresa. Infatti, la forma giuridica adottata dal tribunale tedesco è una fase preliminare rispetto all’eventuale apertura di una procedura di insolvenza piena. In questa fase l’autorità giudiziaria tutela il patrimonio dell’impresa, verifica la consistenza degli attivi e valuta se esistano margini per una prosecuzione controllata o per una riorganizzazione.
Euba Logistic ha una storia lunga nel trasporto tedesco. La società nasce nel 1949 a Berlino Ovest con il nome Thermospedition Gmbh. Nel 2005 trasferisce la propria sede ad Angermünde, dove consolida la propria attività come operatore logistico e spedizioniere. Nel 2024 ha celebrato i 75 anni di attività con un evento aziendale che ha coinvolto oltre 600 ospiti. Il percorso aziendale mostra quindi una continuità industriale non comune in un settore caratterizzato da forte frammentazione e ricambio frequente tra gli operatori. Però, proprio la sua media dimensione può rendere più complesso assorbire shock di costo prolungati: l’azienda dispone di una struttura articolata, ma non della stessa forza contrattuale e finanziaria dei principali operatori continentali.
Il caso Euba s’inserisce in un quadro più ampio di deterioramento del trasporto e della logistica in Germania. Nel 2025 le insolvenze societarie tedesche sono salite a 24.064 (secondo Creditreform/Crif), con un aumento del 10,3% rispetto al 2024 e il livello più alto dal 2014. Il comparto trasporto e magazzinaggio registra una densità di insolvenze superiore alla media nazionale e figura tra i settori più esposti al peggioramento delle condizioni economiche. All’interno del comparto, il trasporto merci su strada mostra una fragilità particolare. Nel 2025 le insolvenze nel segmento dell’autotrasporto sono passate da 622 a 689, con una crescita del 10,8%. Un altro indicatore segnala circa 392 imprese di autotrasporto ad alto rischio ogni 10mila, contro una media di 72 ogni 10mila nell’intera economia tedesca. La distanza tra questi due valori mostra quanto il rischio d’impresa nel trasporto stradale sia più concentrato rispetto ad altri comparti.
Le cause richiamate per la crisi del settore sono in gran parte coerenti con quelle indicate per Euba Logistic. Il primo fattore è l’aumento dei costi operativi, in particolare gasolio, energia e salari, accompagnato da una pressione competitiva sui noli. Il mercato tedesco - ma anche quello europeo - dell’autotrasporto sono ancora caratterizzati da un’elevata concorrenza, da margini contenuti e da una forte sensibilità dei clienti al prezzo. In questo contesto, trasferire gli aumenti di costo lungo la filiera può risultare difficile, soprattutto per gli operatori che lavorano con contratti già definiti o con clienti dotati di elevato potere negoziale.
A questi elementi si aggiungono condizioni finanziarie più onerose e un rallentamento dell’economia. Tassi di interesse più alti rendono più costosi il credito, il rinnovo dei veicoli e gli investimenti necessari per l’ammodernamento delle flotte. La decarbonizzazione del trasporto richiede inoltre capitali che non tutte le imprese riescono a sostenere in una fase di ricavi sotto pressione e margini ridotti.
P.R.





































































