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    Einride sperimenta l’IA per la guida autonoma dei camion

    Il costruttore svedese di camion Einride vuole sperimentare il modello di ragionamento dell’intelligenza artificiale Alpamayo di Nvidia nel proprio sistema di guida autonoma, inizialmente in modalità ombra e senza controllo del veicolo. La prova su strada è prevista nel secondo semestre del 2027.

    DP World esce dal terminal ucraino di Pivdennyi

    Foto: DP World

    DP World ha venduto la propria quota di controllo del 51% nel Tis Container Terminal del porto di Pivdennyi, ex Yuzhny, al socio ucraino Tis Group, che torna così a detenere la totalità dell’assetto. La transazione, annunciata a metà marzo 2026 dopo il completamento delle autorizzazioni regolatorie, comprende anche l’attività dei rimorchiatori P&O Maritime Ukraine. Questa operazione chiude l’unica presenza operativa diretta del gruppo emeratino in Ucraina, senza però accompagnarsi a una dichiarazione di uscita definitiva dal Paese come destinazione d’investimento.

    Le motivazioni ufficiali sono formulate in termini generali. DP World collega la vendita al proprio orientamento strategico regionale e globale, senza dettagliare il peso del rischio Paese o delle condizioni operative nel Mar Nero. Nello stesso tempo, la società terminalista emeratina ha indicato che continuerà a valutare nuove opportunità nel Paese. Ciò sposterebbe la lettura dell’operazione da un’ipotesi di abbandono del mercato a una possibile ridefinizione delle modalità di presenza, almeno finché il quadro di rischio e rendimento non sarà più favorevole.

    Per comprendere la portata del disinvestimento bisogna tornare al 2020. Allora DP World annunciò a febbraio l’accordo per acquisire il 51% del Tis Container Terminal e ne completò il perfezionamento a giugno, dopo il via libera regolatorio. L’ingresso venne presentato come una leva per rafforzare la competitività del terminal, valorizzarne i collegamenti ferroviari interni e integrarlo nella rete del gruppo e di Unifeeder nel Mar Nero, con connessioni anche verso Costanza e Yarimca. In quella fase l’operazione venne descritta come una delle principali iniziative d’investimento estero diretto nella logistica ucraina. La collaborazione tra i due gruppi non era limitata al terminal container. Già nel 2018, DP World attraverso P&O Maritime rilevò il 51% di Lbs Group, proprietaria dell’operatore di rimorchio LB Shipping. Con la nuova operazione anche questo perimetro rientra sotto il pieno controllo di Tis.

    Il contesto nel quale maturano ingresso e uscita è radicalmente cambiato. Dopo l’invasione russa del 2022, i porti ucraini del Mar Nero hanno operato in uno scenario segnato da rischio bellico, premi assicurativi più alti, incertezza sulle rotte e continui adattamenti dei corridoi logistici. Una situazione che ha ridisegnato i flussi commerciali e reso più complessa la presenza dei grandi operatori globali, mentre altri scali del Mar Nero e dell’Unione Europea, con Costanza in primo piano, hanno rafforzato il proprio ruolo di alternativa o di supporto. In questo quadro, la decisione di DP World appare coerente con una maggiore selettività nell’allocazione del capitale e con la preferenza per assetti dove la visibilità operativa è più elevata.

    Per Tis Group, invece, riacquisire il 100% del terminal e del rimorchio amplia il margine di manovra industriale. Il pieno controllo permette al gruppo ucraino di decidere in piena autonomia su tariffe, investimenti e integrazione con gli altri terminal presenti a Pivdennyi, in particolare quelli dedicati ai carichi secchi e alla rinfusa. In una fase in cui la flessibilità gestionale conta quanto la disponibilità di capitale, l’assetto proprietario interamente locale può velocizzare le scelte operative e l’adattamento ai cambiamenti delle rotte.

    Resta però il tema della capacità di attrazione verso clienti globali, compagnie marittime e investitori istituzionali. La presenza di un operatore multinazionale come DP World offriva al terminal una sponda commerciale, relazionale e reputazionale utile in un settore dove la scala internazionale pesa anche nelle scelte di instradamento dei traffici. La perdita di questo presidio può ridurre almeno in parte l’attrazione dell’assetto. Dall’altra parte, il fatto che il terminal resti in capo a un operatore locale esperto e già radicato nel porto attenua il rischio di discontinuità nel breve periodo e rende meno probabile una fase di transizione destabilizzante.

    Pivdennyi conserva comunque una centralità nella logistica che va oltre la singola operazione societaria. Il porto è uno dei più importanti dell’Ucraina, con una forte specializzazione nelle rinfuse agroalimentari e minerarie e con un ruolo anche nel traffico di container. La combinazione tra profondità nautica, vocazione industriale e connessioni terrestri mantiene alto il valore strategico dell’area. Perciò, la vendita del 51% va letta più come un riassetto della proprietà e del profilo di rischio che come un ridimensionamento automatico dell’importanza del porto.

    Sul piano più generale degli investimenti infrastrutturali in Ucraina, il caso offre una misura concreta del passaggio da una fase di espansione a una di prudenza. Nel 2020 l’ingresso di DP World fu il simbolo della capacità del Paese di attrarre capitali internazionali nella logistica; nel 2026 l’uscita dal terminal di Pivdennyi riflette un contesto in cui i grandi gruppi rivalutano esposizione, tempi di ritorno e sostenibilità operativa.

    Antonio Illariuzzi

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