Tanger Med si prepara ad aumento traffico
Il porto di Tanger Med, in Marocco, si prepara a un possibile aumento degli scali perché il conflitto nel Medio Oriente sta spingendo diverse compagnie a deviare i servizi attorno all’Africa, secondo quanto riferisce Reuters il 30 marzo 2026. Tra i vettori che questo mese hanno annunciato il nuovo instradamento delle navi attorno al Capo di Buona Speranza ci sono Maersk, Hapag-Lloyd e Cma Cgm. Secondo Idriss Aarabi, direttore generale dell’Autorità portuale, il nuovo percorso potrebbe aggiungere da 10 a 14 giorni di transito verso Tanger Med. La priorità operativa del porto è quindi la gestione della capacità e la prevenzione della congestione, mentre al momento non risultano cancellazioni di scali. Aarabi indica inoltre che l’impatto pieno sui flussi di carico non dovrebbe essere visibile prima della metà o della fine di aprile 2026. Reuters ricorda che molte navi evitano già il canale di Suez e lo stretto di Bab el Mandeb dalla fine del 2023 per gli attacchi Houthi nel Mar Rosso e che i raid statunitensi e israeliani contro l’Iran, insieme alla chiusura dello stretto di Hormuz, hanno rafforzato questo spostamento delle rotte. I viaggi più lunghi via Capo di Buona Speranza stanno aumentando i costi del carburante e quindi la pressione sui noli, sempre secondo Aarabi. I vettori hanno inoltre applicato supplementi per rischio guerra, emergenza conflitto e deviazione compresi tra 1.500 e 3.300 dollari per container standard, con tariffe fino a 4.000 dollari per equipaggiamenti specializzati.
Royal Air Maroc potenzia la temperatura controllata
Royal Air Maroc Cargo avvia un intervento di rinnovo e ampliamento delle strutture a temperatura controllata presso l’aeroporto di Casablanca Mohammed V, con l’obiettivo di sostenere la crescita della domanda nella logistica del freddo. L’infrastruttura passa da 4 a 5 celle frigorifere per una superficie complessiva di 590 mq, articolate in tre aree import e due export. Il nuovo assetto include una cella import da 2°–8°C di 240 mq, una da 15°–25°C di 85 mq e una negativa di 25 mq, oltre a due celle export rispettivamente di 140 mq (2°–8°C) e 100 mq (15°–25°C). L’intervento arriva dopo 13 anni di operatività dell’impianto, in linea con cicli di rinnovo stimati in circa 15 anni. L’azienda segnala un aumento dei volumi legato all’espansione della flotta e al rafforzamento del ruolo dell’hub di Casablanca. Parallelamente, cresce la domanda logistica nel comparto farmaceutico in Marocco e in Africa, sostenuta dallo sviluppo delle infrastrutture sanitarie. Il progetto include anche miglioramenti tecnologici con maggiore efficienza energetica e utilizzo previsto di energia solare. La rete nazionale dispone di strutture refrigerate in sei aeroporti, garantendo continuità operativa nella catena del freddo. I prodotti agricoli restano una componente rilevante dell’export, con gestione dedicata tramite il servizio Fresh Cargo. Le spedizioni deperibili vengono trattate con priorità e supportate da contenitori refrigerati e uld specializzati, assicurando integrità e tempi di consegna.
Volo diretto Milano-Miami
American Airlines riattiva dal 30 marzo 2026 il collegamento diretto giornaliero tra Milano Malpensa e Miami per tutta la stagione estiva. La rotta, già operativa tra il 2016 e il 2020, s’inserisce in un piano di espansione che porta fino a tre voli giornalieri dagli scali milanesi verso gli Stati Uniti nella stagione estiva 2026. Il collegamento per Miami si aggiunge a quello annuale verso New York Jfk e ai voli stagionali verso Philadelphia, ripresi dall’8 maggio, rafforzando la connettività intercontinentale dello scalo lombardo. L’operativo estivo raggiunge fino a 13 voli giornalieri complessivi tra Italia e Stati Uniti, intercettando una domanda crescente sia turistica sia business. I voli sono svolti con aeromobili Boeing B787-8. Sea Aeroporti di Milano evidenzia che il ripristino della rotta consolida il ruolo strategico di Malpensa come hub di accesso tra nord Italia e nord America.
Bilancio Interporto Padova 2025
L’assemblea dei soci d’Interporto Padova ha approvato all’unanimità il bilancio 2025 con l’86,05% delle azioni presenti. L’esercizio si chiude con un utile netto di 4,136 milioni di euro, imposte per 1,923 milioni di euro, un Ebitda di 14,2 milioni pari al 33,60% dei ricavi tipici della produzione e un valore della produzione di 46,033 milioni di euro, indicato come il più alto nella storia della società. Il risultato arriva nel primo esercizio pienamente operativo dopo la fusione per incorporazione del Consorzio Zona Industriale e Porto Fluviale di Padova, perfezionata nel luglio 2024. Il 2025 segna l’avvio della procedura internazionale per selezionare un partner industriale del terminal intermodale: il raggruppamento Psa Intermodal Italy e Logtainer ha presentato un’offerta di 75 milioni di euro a fronte di una base di gara di 60 milioni. L’operazione prevede la costituzione di Intermodal Terminal Padova e potrà chiudersi entro giugno 2026 dopo autorizzazioni e passaggi formali. Al netto di questa operazione, che avrà effetti sul bilancio 2026, Interporto Padova segnala per il 2025 una movimentazione di 381.031 teu in un contesto condizionato da tensioni geopolitiche, dazi e lavori ferroviari legati al Pnrr, mentre i ricavi immobiliari superano 19,8 milioni contro 19,6 milioni dell’esercizio precedente. Dal gennaio 2026 sono inoltre partiti nuovi servizi per semirimorchi con due treni al giorno per la Germania, a rafforzamento dell’offerta intermodale.












































































