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  • La spagnola Boluda Shipping acquisisce Samskip

    La spagnola Boluda Shipping acquisisce Samskip

    Il 28 ottobre 2026 Boluda Shipping ha firmato l'accordo per rilevare l'intero gruppo Samskip, a un valore non reso noto. La chiusura è prevista per il 1° gennaio 2027, dopo il via libera delle Autorità competenti. La rete unita conterà 32 navi su 18 rotte in 28 Paesi.

    Il gasolio italiano sfiora i due euro al litro, col petrolio oltre 100 $

    La guerra del Golfo è sempre più una guerra contro le risorse petrolifere dell’Iran e dell’area del Golfo Persico. Già pochi giorni dopo l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran sono giunte le prime notizie di questo scontro petrolifero: prima l’Iran che ha costretto all’interruzione dell’attività di un grande impianto di raffinazione saudita e ha colpito una petroliera in transito nello Stretto di Hormuz, poi il 7 marzo attacchi dell’aviazione israeliana hanno colpito colpisce due raffinerie e due grandi siti di stoccaggio iraniani , inclusi gli impianti Tondgouyan e Shahran. Il giorno successivo il comando iraniano Khatam al‑Anbiya ha rilasciato una dichiarazione in cui minaccia formalmente attacchi a impianti petroliferi “della regione” se continueranno i raid su siti energetici iraniani.

    La conseguenza è stata immediata: la mattina del 9 marzo il prezzo del petrolio ha superato i 100 dollari al barile, con una quotazione di 105 dollari per il Brent e di 103 dollari per il Wto, con previsioni di raggiungere almeno i 118 dollari, ma alcune fonti parlano addirittura di 120 dollari sui future (Saxo Bank). Cifra, quest’ultima, che se non si è ancora raggiunta potrà presto diventare concreta se prosegue la battaglia del petrolio.

    Le conseguenze sono immediate nei distributori di carburante italiani. La mattina del 9 marzo le rilevazioni del ministero delle Imprese sul prezzo medio del gasolio alla pompa mostrano un avvicinamento ai due euro al litro, ma viaggiando su strade e autostrade già il giorno precedente questa soglia è apparsa sui display dei distributori. Calcolando la media nazionale dei prezzi medi regionali del ministero, appare il valore di 1,971 euro per un litro di gasolio.

    Le tre aree col prezzo maggiore sono la Provincia Autonoma di Bolzano (2,008 euro al litro), la Calabria e la Provincia Autonoma di Trento, entrambe on 1,993 euro. Seguono la Sicilia (1,990 euro) e la Valle d’Aosta (1,985 euro). È interessante notare che si tratta sempre di province o regioni a stati speciale, con fiscalità autonoma, ma sono anche zone dalla logistica più difficile e/o dal forte transito turistico. Viceversa, le regioni col prezzo del gasolio minore sono Abruzzo (1,942 euro), Marche (1,946 euro ) e Umbria (1,949 euro).

    Al di là dei decimali, questa tendenza al rialzo sta colpendo l’autotrasporto, al punto di mobilitare le associazioni del settore. La mattina del 9 marzo, Unatras ha denunciato la “vergognosa speculazione” sui costi dei carburanti, chiedendo un incontro urgente col ministro dei Trasporti. Nella nota si legge che “quello che sta avvenendo appare del tutto slegato dalle tensioni geopolitiche internazionali che stanno destabilizzando l’area del Golfo, semplicemente perché quanto si sta registrando avviene su carburanti già present e stoccati da tempo in Italia”.

    L’unione dei vettori stradali spiega che “l’autotrasporto italiano non può subire gli extra-costi ingiustificati di questi giorni che la categoria, essendo per la gran parte costituito da piccole e medie imprese con poco peso contrattuale, non riesce nemmeno a ribaltare automaticamente ai propri commitenti né riesce a recuperare dal mercato”. E ammonisce che “se tale situazione dovesse proseguire, il rischio serio sarebbe quello che per gli autotrasportatori diventa insostenibile continuare a fare rifornimento e potrebbero essere costrette a fermare i propri automezzi”.

    All’incontro col ministro dei Trasporti, se e quando avverrà, Unatras chiederà d’istituire una “cabina di regia permanente” per fornire sostegno e aggiornamenti costanti all’autotrasporto, col coinvolgimento del Garante per la sorveglianza dei prezzi. Comunque, l’unione nei prossimi giorni convocherà gli organismi dirigenti per discutere iniziative da intraprendere per la tutela della categoria.

    Sul versante istituzionale, il ministero delle Imprese ha convocato la Commissione allerta prezzi e ha trasmesso un fascicolo alla Guardia di Finanza per individuare “anomalie” nel mercato. Quest’ultima ha annunciato d’intensificare i controlli su esposizione corretta dei prezzi, allineamento con i listini comunicati al ministero, analisi dei margini lungo la filiera, contrasto a evasione e frodi. L’intervento più importante potrebbe però essere quello delle “accise mobili”, già previste dall’attuale normativa, che permette di usare l’extra-gettito che deriva dall’Iva sui carburanti (gli introiti aumento in proporzione con l’aumento del carburante) per ridurre temporaneamente le accise su benzina e gasolio.

    P.R.

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