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Podcast K44

Cronaca

  • Sequestrati in Sicilia due autocarri con targhe non proprie

    Sequestrati in Sicilia due autocarri con targhe non proprie

    La Sezione Polizia Stradale di Caltanissetta ha sequestrato due autocarri intestati a una ditta autotrasporto che erano privi di copertura assicurativa e con targhe riferite ad altri veicoli. Il secondo camion era stato inviato dall'impresa per trasbordare il carico del primo. Sanzioni per circa 8mila euro.

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  • Rhenus riunisce a Padova trasporto e magazzino

    Rhenus riunisce a Padova trasporto e magazzino

    Dal primo trimestre del 2027 Rhenus concentrerà nell'Interporto di Padova trasporto nazionale e internazionale, spedizioni e magazzinaggio, su 10mila metri quadrati. Due magazzini attuali confluiranno nel nuovo sito, mentre a Dubai ha aperto un ufficio dedicato alla logistica umanitaria.

    Iran dichiara Hormuz aperto ma navi restano ferme

    Il 5 marzo 2026 le Autorità iraniane hanno annunciato la riapertura parziale dello Stretto di Hormuz, il passaggio largo 34 chilometri che collega il Golfo Persico al Golfo di Oman e attraverso cui transita storicamente il 20% del petrolio mondiale e circa il 19% del gas naturale liquefatto globale. La dichiarazione, rilasciata da un portavoce militare alla televisione di Stato, ha tuttavia escluso esplicitamente le navi collegate a Stati Uniti e Israele, subordinando di fatto la riapertura a condizioni che il mercato marittimo internazionale non è ancora in grado di accettare.

    A una settimana dall'inizio della crisi, i transiti restano fermi a circa un milione di tonnellate di portata lorda al giorno, contro i 10,3 milioni registrati a inizio anno: un calo dell'81% che non ha mostrato segni di inversione nonostante le dichiarazioni di Teheran. Il motivo è tecnico prima ancora che politico: le principali agenzie assicurative internazionali non hanno revocato il blocco delle polizze per i rischi di guerra, rendendo il transito economicamente e legalmente impraticabile per quasi tutti gli armatori, indipendentemente dalla nazionalità della nave o dalla merce trasportata.

    La crisi era esplosa il 28 febbraio 2026, all'indomani dell'operazione militare congiunta "Epic Fury" condotta da Stati Uniti e Israele, conclusasi con l'uccisione della guida suprema iraniana Ali Khamenei. I Guardiani della Rivoluzione avevano minacciato di colpire qualsiasi nave in transito, innescando la reazione immediata del mercato assicurativo. Però la paralisi non era stata imposta soltanto da Teheran: era stata il risultato della decisione autonoma dell'industria marittima di ritirare le coperture assicurative, rendendo ogni transito una scelta fuori da qualsiasi quadro legale e finanziario ordinario.

    Le conseguenze si sono propagate rapidamente su tutti i segmenti del trasporto marittimo. Sul fronte petrolifero, i costi di trasporto del greggio dal Medio Oriente alla Cina sono saliti del 94%, raggiungendo 423.736 dollari al giorno (circa 390mila euro), mentre il prezzo del greggio Brent ha guadagnato il 15%, portandosi a 83 dollari al barile (circa 76 euro). Almeno 150 navi cisterna risultano ancora bloccate o alla fonda. A complicare il quadro, droni hanno danneggiato la raffineria saudita di Ras Tanura e provocato incendi nell'area portuale di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti, snodo cruciale per lo stoccaggio del greggio appena fuori dallo Stretto.

    Sul fronte del gas, il Qatar ha sospeso l'intera produzione di Gnl a causa degli assalti militari e dell'impossibilità di far transitare le gasiere in sicurezza. L'interruzione riguarda circa il 20% delle forniture mondiali di Gnl, con ricadute dirette sui mercati europei e asiatici. Nel comparto dei container e delle merci secche, Hapag-Lloyd ha annunciato la sospensione a tempo indeterminato di tutti i transiti attraverso lo Stretto dal 1° marzo 2026, mentre i noli sulle rotte deviate hanno registrato rincari improvvisi.

    La dichiarazione iraniana del 5 marzo ha dunque un valore prevalentemente politico. Teheran intende riaffermare il controllo strategico su uno dei colli di bottiglia più rilevanti dell'economia globale, distinguendo tra Paesi "nemici" e altri, e cercando di attenuare la pressione diplomatica internazionale. Ma fino a quando le compagnie assicurative non ripristineranno le polizze ordinarie e gli armatori non riceveranno garanzie concrete di sicurezza, l'apertura annunciata resterà tale solo sulla carta.

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