Alla fine di febbraio 2026 il movimento Houthi ha annunciato la decisione di riprendere gli attacchi contro le rotte marittime nel Mar Rosso e contro Israele. I dirigenti del gruppo yemenita, sostenuto dall’Iran, avrebbero approvato nuove operazioni con missili e droni contro le navi in transito nello stretto di Bab el-Mandeb, passaggio obbligato per il Canale di Suez, con la possibilità di un primo attacco già nelle ore successive alle dichiarazioni.
L’annuncio arriva a ridosso degli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele contro obiettivi in Iran, avvenuti e viene esplicitamente collegato all’escalation regionale. Gli Houthi hanno inoltre ribadito che le operazioni nel Mar Rosso sono legate alla dinamica del conflitto a Gaza e che un eventuale deterioramento della tregua potrebbe costituire un ulteriore fattore di attivazione delle ostilità contro il traffico commerciale.
Il movimento controlla la capitale yemenita Sana’a e ampie aree del nord del Paese, comprese porzioni di territorio affacciate sul Mar Rosso. Da queste aree, tra novembre 2023 e l’inizio del 2025, sono partiti decine di attacchi contro navi mercantili in transito nello stretto di Bab el-Mandeb e nel Mar Rosso meridionale. Molti armatori decisero quindi di deviare le navi lungo la rotta del Capo di Buona Speranza, allungando i tempi di transito fino a due settimane sulle tratte Asia-Europa, con conseguenze su disponibilità di stiva, rotazione delle flotte e costi assicurativi.
Una parziale sospensione delle operazioni è intervenuta dopo il cessate il fuoco su Gaza del 10 ottobre 2025. In quella fase gli Houthi annunciarono la fine della campagna contro le navi commerciali e contro i porti israeliani, mantenendo però la riserva di riprendere le azioni in caso di violazione della tregua. Nel corso del 2025 si è registrata una riduzione degli attacchi e una graduale ripresa di alcuni transiti nel Mar Rosso, pur in un contesto di elevata cautela da parte delle compagnie di navigazione.
Il rischio non è tuttavia venuto meno. Il 13 gennaio 2026 il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato la Risoluzione 2812 (2026), prorogando per sei mesi il mandato di relazione mensile del Segretario generale sui rischi connessi alle attività Houthi contro il traffico nel Mar Rosso. Nel testo, l’ambiente di sicurezza viene definito “estremamente volatile” e si sottolinea che il movimento mantiene la capacità di colpire le rotte commerciali nonostante eventuali pause operative, come riportato dal comunicato ufficiale delle Nazioni Unite.
Già il 25 gennaio 2026 gli Houthi avevano diffuso un messaggio video in cui minacciavano “nuovi attacchi” alla navigazione nel Mar Rosso, accompagnato da immagini di una nave in fiamme e dalla scritta “Soon”, senza ulteriori dettagli. L’avvertimento era giunto mentre una portaerei statunitense si avvicinava alla regione in un contesto di tensioni crescenti con Teheran.
La ripresa degli attacchi avrebbe effetti differenziati sulle diverse tipologie di traffico. Le portacontainer sono molto sensibili per l’impatto immediato su rotazioni e programmazione dei servizi di linea tra Asia ed Europa. Le navi cisterna e le unità per il trasporto di gas sono esposte per il valore del carico e per le implicazioni ambientali e assicurative in caso di danneggiamento. Anche le rinfusiere e le navi general cargo subirebbero conseguenze in termini di tempi di consegna e premi assicurativi.
Le scelte degli armatori nelle prossime settimane dipenderanno dall’effettiva materializzazione degli attacchi annunciati e dalla loro intensità. Un numero limitato di episodi, ma ad alta visibilità, potrebbe essere sufficiente a riattivare deviazioni su larga scala verso il Capo di Buona Speranza, con impatti su noli, disponibilità di stiva e congestione portuale in Europa. Anche un livello contenuto di attacchi può generare effetti sproporzionati sulla percezione del rischio e sulle decisioni operative.






























































