Dopo le perquisizioni avvenute nel maggio dello scorso anno in tutto il Paese, proseguono in Lituania le indagini riguardo ai casi di sfruttamento di autisti stranieri. Nei giorni scorsi il Procuratore Regionale di Vilnius, Edita Ignatavičiūtė, che si occupa principalmente di reati legati alla tratta di esseri umani e al lavoro forzato, ha rilasciato una lunga intervista a Lrt, l’emittente radiotelesiva pubblica nazionale, sottolineando come lo sfruttamento di manodopera nel settore dei trasporti e della logistica non sia un fenomeno inusuale ma rappresenti anzi un problema sistemico del settore.
Secondo la Procura, infatti, numerose aziende lituane avrebbero adottato business plan basati proprio sul reclutamento di manodopera a basso costo e sull’uso di strumenti vessatori verso gli autisti, portando a una pericolosa omologazione di abusi e pratiche illegali che, tuttavia, restano difficili da dimostrate. Dopo un anno di indagini le Autorità hanno infatti compreso nel dettaglio il funzionamento dei meccanismi di sfruttamento messi in atto dai trasportatori, ma l’enorme mole di dati da verificare sta prolungando i tempi dell’inchiesta.
Le aziende coinvolte spesso non conservano volutamente o si rifiutano di mostrare documenti chiave come buste paga, contratti o rendicontazioni delle ore di lavoro, complicando il lavoro delle Autorità. In molti casi le buste paga non vengono inviate nemmeno agli autisti e, in questa situazione, l’unico modo per elaborare i dati a disposizione e identificare errori o frodi nel calcolo della retribuzione è quello di affidarsi a consulenti informatici ed esperti del settore.
Nonostante le difficoltà, la Procura lituana rimane comunque fiduciosa sull’esito dell’operazione. "L'indagine è complessa e non può essere rapida e di alta qualità al tempo stesso", si legge nell’intervista. “Il caso verrà poi discusso in Tribunale e anche il processo potrà richiedere molto tempo. Qualcuno può dormire sonno tranquilli ora, ma arriverà presto il momento di preoccuparsi”. Il Procuratore ha anche chiarito come l’obiettivo dell’inchiesta non sia quello di distruggere le imprese ma sia anzi quello di ristabilire la legalità e restituire dignità ai lavoratori.
“Chi arriva da un Paese terzo, il più delle volte, proviene da Paesi economicamente meno sviluppati. Arriva da una situazione finanziaria difficile, spesso è già indebitato perché deve sostenere dei costi per arrivare in Europa e si trova quindi in condizioni di vulnerabilità” ha affermato il Procuratore. “Di solito si tratta di uomini che lasciano le loro famiglie, che non hanno altro reddito a disposizione. All'arrivo in Lituania si ritrovano in circostanze molto diverse da quelle attese, con salari inferiori alle aspettative e decurtazioni ingiuste dallo stipendio e questo crea spesso un forte stress psicologico oltre che finanziario. In Lituania devono pagare vitto e alloggio, sostenere spese mediche. Chi si trova coinvolto in abusi si sente ingannato dal datore di lavoro ma non ha i mezzi per difendere i propri interessi. I lavoratori stranieri devono affrontare profonde barriere linguistiche e culturali e spesso non conoscono nemmeno i loro diritti”. L’intervista di chiude con un appello in cui il Procuratore invita tutte le istituzioni a collaborare per creare un modello investigativo specifico che possa essere utilizzato per individuare e combattere frodi e abusi nel settore dei trasporti.
Marco Martinelli









































































