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Cronaca

  • Benzina spacciata per solvente sequestrata a Padova

    Benzina spacciata per solvente sequestrata a Padova

    Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Padova hanno sottoposto a sequestro preventivo 33mila litri di benzina di contrabbando, dichiarata come solvente nei documenti di trasporto, e l'autoarticolato utilizzato. Denunciato per contrabbando di prodotti petroliferi il conducente ungherese del mezzo, fermato al valico di Tarvisio.

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  • Pronta la graduatoria per l’esodo volontario autotrasporto

    Pronta la graduatoria per l’esodo volontario autotrasporto

    Il Comitato Centrale dell'Albo nazionale degli Autotrasportatori ha pubblicato l'elenco delle 133 imprese monoveicolari ammesse agli incentivi da 15mila euro per l'uscita volontaria dal mercato, nell'ambito del bando finanziato con 2 milioni di euro per il 2026.

    Lo sciopero dei portuali colpisce diversi scali europei

    Le prime conseguenze dello sciopero internazionale dei portuali del 6 febbraio 2026 si misurano già in mare. La portacontainer Zim Virginia è rimasta ferma al largo delle coste di Livorno senza poter attraccare a causa dell’adesione allo sciopero dei lavoratori portuali aderenti all’Unione Sindacale di Base. Situazione analoga per la Zim New Zealand, attesa in mattinata nel porto di Genova, e per la Zim Australia, che avrebbe dovuto scalare Venezia nella giornata odierna e Ravenna il giorno successivo. Anche la Msc Eagle III, diretta in Israele, ha rinviato l’arrivo previsto ieri a Ravenna e oggi a Venezia, modificando la propria rotazione.

    Si tratta degli effetti immediati dello sciopero internazionale coordinato che ha coinvolto i portuali di numerosi Paesi contro il traffico di armamenti, la privatizzazione delle banchine e la progressiva militarizzazione degli scali civili. La mobilitazione, inizialmente annunciata in 21 porti del Mediterraneo e del Nord Europa, si è estesa ad altri scali e ha ricevuto manifestazioni di solidarietà anche fuori del continente europeo, secondo quanto emerge dalle comunicazioni sindacali e dalle analisi di settore diffuse nella giornata del 6 febbraio.

    In Italia lo sciopero di 24 ore ha interessato l’intera filiera portuale. A Genova il blocco si è concentrato nell’area del varco di San Benigno, punto di accesso cruciale per i terminal container e ro-ro. Il porto ligure ha registrato una paralisi che ha inciso sulla continuità dei flussi ferroviari e stradali verso il Nord Italia e i mercati del Nord Europa. La presenza in rada di navi costrette a rinviare l’attracco ha aggravato una situazione già complessa per la concomitanza di cantieri infrastrutturali e per l’elevata saturazione dei piazzali nei porti limitrofi del sistema ligure, come La Spezia e Vado Gateway.

    Alla Spezia l’elevata densità dei piazzali, stimata intorno al 78%, ha ridotto ulteriormente i margini di gestione dei traffici residui, rendendo difficoltoso il riassorbimento dei ritardi accumulati durante il fermo. Anche Vado Gateway di Savona, già interessato da agitazioni nei mesi precedenti, ha risentito dell’interruzione delle operazioni, con effetti sui servizi di trasbordo e sulle coincidenze feeder.

    Sul versante adriatico, Trieste ha visto la protesta concentrarsi presso la sede dell’Autorità di Sistema Portuale. Il fermo delle attività ha avuto un impatto diretto sui corridoi ferroviari verso Austria e Germania, già rallentati da condizioni meteorologiche avverse. I ritardi maturati nello scalo giuliano si sono riflessi sull’intera catena intermodale dell’Adriatico orientale, penalizzando in particolare i traffici industriali diretti verso l’Europa centrale.

    A Venezia e Ravenna lo sciopero ha prodotto effetti visibili soprattutto nella riprogrammazione degli arrivi navali. Il rinvio delle toccate da parte di unità come la Msc Eagle III e la Zim Australia ha generato un disallineamento delle finestre operative, con ripercussioni sulle banchine dedicate alle merci varie e sui traffici industriali. A Ravenna il fermo ha inciso anche sulla logistica di fertilizzanti e cereali, comparti sensibili ai ritardi per la rigidità delle catene di approvvigionamento.

    Sul Tirreno, Livorno ha registrato uno dei casi più evidenti di nave bloccata in rada, con la Zim Virginia impossibilitata ad attraccare. Lo scalo toscano, specializzato nella movimentazione automotive e forestale, ha subito un rallentamento delle operazioni che ha coinvolto direttamente le catene di distribuzione dei veicoli finiti e dei prodotti destinati all’export. A Civitavecchia, invece, l’adesione allo sciopero ha creato criticità nei collegamenti ro-pax con la Sardegna, con ritardi nelle operazioni di imbarco e congestione nelle aree esterne al porto.

    Nel Mezzogiorno lo sciopero ha colpito anche Gioia Tauro. In un porto caratterizzato da tempi di rotazione molto serrati, l’interruzione delle operazioni di scarico e ricarico per 24 ore ha generato un accumulo di navi in attesa che richiederà diversi giorni per essere smaltito. Mobilitazioni e rallentamenti si sono registrati anche a Salerno, Bari, Cagliari e Palermo, con effetti sulle filiere agroalimentari, sui traffici verso i Balcani e sulla movimentazione delle merci varie.

    La dimensione internazionale della protesta ha ampliato l’impatto logistico oltre i confini nazionali. In Grecia il porto del Pireo è rimasto sostanzialmente fermo per l’intera giornata, bloccando uno dei principali terminal container europei in una fase già segnata da congestione e saturazione dei piazzali. Nei Paesi Baschi spagnoli le azioni nei porti di Bilbao e Pasaia hanno interrotto flussi verso il Nord Atlantico, mentre in Turchia i rallentamenti a Mersin e Antalya hanno inciso sulle esportazioni agricole e tessili. Anche scali come Tanger Med, Amburgo e Brema hanno risentito della giornata di mobilitazione, inserendosi in un quadro già critico per il maltempo invernale e per i picchi stagionali di traffico.

    © TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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