La Svizzera ha posto le basi per potenziare e adeguare le infrastrutture di trasporto con un orizzonte proiettato al 2045. La decisione è stata assunta il 28 gennaio 2026 dal Consiglio federale, vale a dire l’organo esecutivo del Governo, quindi la più alta Autorità elvetica. Il provvedimento è il frutto di una perizia del Politecnico federale di Zurigo insieme alle valutazioni dei vari Uffici federali competenti e dà mandato al Datec, il Dipartimento federale dei trasporti, di elaborare il progetto definito entro giugno 2026 indicato come “Trasporti ‘45” da porre quindi in consultazione, come prevede la legislazione svizzera.
Questo documento era molto atteso dagli operatori nei trasporti e nella logistica, ma anche da tutti i Cantoni interessati al potenziamento delle infrastrutture ferroviarie e stradali. Come avviene spesso in questi casi, sono state forti le pressioni locali per chiedere l’inserimento di singole opere di interesse cantonale, magari a scapito di progetti di più vasto respiro. E in effetti dalla lettura del documento definito dal Consiglio federale, non può passare inosservato il fatto che sia prevalso un orientamento verso investimenti concentrati su alcuni obiettivi, mettendo in secondo piano, quando non tralasciando, altri interventi tutt’altro che secondari, forse solo per il fatto di non essere stati sufficientemente sponsorizzati.
Limitando lo sguardo al trasporto ferroviario, il Consiglio federale rivolge l’attenzione quasi esclusivamente al servizio passeggeri concentrando gli interventi sul traffico interno, e in particolare su quello dei Cantoni dell’asse centrale, lasciando ai margini gli investimenti sui grandi corridoi di transito. Senza entrare nei dettagli di singole linee, il primo pacchetto d’interventi che vale oltre dieci miliardi di euro, ha come obiettivo quello di potenziare la rete in modo da garantire collegamenti passeggeri veloci con una cadenza alla mezzora, se non addirittura ogni quarto d’ora come tra Berna e Zurigo.
Per ottenere questi risultati sono previsti investimenti significativi, come quadruplicamenti o nuovi passanti, come l’imponente progetto della stazione sotterranea di Basilea, la cui decisione finale è però stata rinviata al 2031 all’interno di un ulteriore pacchetto di interventi di altri otto miliardi di euro. La decisione del Consiglio federale ignora quindi le richieste avanzate da operatori e portatori di interesse per potenziare i grandi assi di collegamento, in particolare quelli transfrontalieri. Non si è fatto quindi attendere il giudizio espresso da Pro Gottardo-Ferrovia d’Europa, storico comitato costituito nel 2016 con lo scopo di promuovere il completamento della trasversale ferroviaria del San Gottardo.
Secondo questo gruppo, mancano una visione e una strategia a lungo termine, in particolare per rilanciare la capacità concorrenziale della ferrovia, le connessioni con l’Europa e non da ultimo le esigenze di tutta l’area a sud delle Alpi, tutti aspetti di fatto ignorati dal documento del Consiglio, anche se non è svanita del tutto la possibilità di rivedere alcune posizioni a giugno 2026 quando verrà mandato in discussione il Messaggio 2026 sull’ampliamento delle infrastrutture ferroviarie.
Secondo Pro Gottardo dovrebbero essere messi in agenda almeno alcuni interventi di prima fase per superare il collo di bottiglia rappresentato da Lugano, attraverso la realizzazione di un passante sotterraneo, insieme alla circonvallazione merci di Bellinzona, in modo da mettere direttamente in relazione il tunnel di base del Gottardo con la galleria del Ceneri avendo così a disposizione un tracciato quasi tutto a quattro binari.
Essenziale è anche il supporto internazionale, in primo luogo quello dell’Italia, ma anche della Germania e dell’Europa. In quest’ottica si è già costituita l’Alleanza Sud delle Alpi a cui hanno aderito il Canton Ticino, la Lombardia, il Piemonte e la Liguria. Obiettivo è quello di portare l’attenzione anche sull’esigenza di completare l’intero corridoio ferroviario transalpino dopo i tunnel di base inseriti nel progetto AlpTransit, e quindi la principale relazione ferroviaria con l’Italia. Il verdetto finale, come si è visto, sarà a giugno.
Piermario Curti Sacchi
































































