- Il 28 gennaio 2026 il ministero dei Trasporti ha ricostituito il Comitato Centrale dell’Albo nazionale degli autotrasportatori. Il nuovo organismo vede la presenza di undici associazioni di categoria, quattro in meno rispetto al precedente mandato, applicando per la prima volta i requisiti introdotti nel 2021.
- La riduzione delle associazioni è l’effetto diretto delle modifiche normative che limitano a una sola sigla per Confederazione la rappresentanza nel Comitato. La procedura di rinnovo, avviata nel 2025, è stata segnata da annullamenti, nuovi regolamenti, verifiche stringenti e ricorsi al Tribunale Amministrativo Regionale.
- La ricostituzione del Comitato chiude una fase istituzionale complessa per l’Albo, che nel frattempo ha continuato a operare su quote, incentivi e regolazione del settore. Restano aperti i temi della rappresentatività e dell’equilibrio tra razionalizzazione del governo e pluralità delle richieste dell’autotrasporto.
Il nuovo Comitato Centrale dell’Albo nazionale degli autotrasportatori è stato ricostituito con il Decreto numero 12 del 28 gennaio 2026, firmato dal ministro dei Trasporti. Questo provvedimento conclude una procedura amministrativa complessa e conflittuale, avviata nel corso del 2025, e ridefinisce la composizione dell’organo di governo dell’Albo, riducendo da quindici a undici le associazioni di categoria rappresentate.
Nel nuovo Comitato siedono Anita, Assotir, Cna-Fita, Confartigianato Trasporti, Confcooperative, Fai, Fedit, Fiap, Legacoop, Sna Casartigiani e Trasportounito. Restano escluse rispetto al mandato precedente Aiti, Assoespressi, Claai e Unitai. La nuova composizione applica in modo pieno i criteri introdotti dal Decreto Legge 121/2021, che hanno inciso in maniera fondamentale sull’accesso delle associazioni all’organo centrale.
Le difficoltà che hanno caratterizzato il rinnovo 2025-2026 affondano le radici in una modifica normativa introdotta nel 2021. Con il Decreto Legge 10 settembre 2021, numero 121, il legislatore ha modificato l’articolo 10 del Decreto Legislativo 284/2005, introducendo un requisito aggiuntivo per le associazioni rappresentate nel Comitato tramite una Confederazione presente nel Cnel. La Confederazione deve aver partecipato all’assemblea generale del Cnel per almeno tre mandati negli ultimi cinque anni e può indicare una sola associazione per il settore dell’autotrasporto merci.
Questa modifica, introdotta durante un precedente ciclo di ricostituzione, ha avuto l’obiettivo di rendere più selettivo l’accesso al Comitato ed evitare sovrapposizioni tra sigle appartenenti alla stessa area confederale. Allo stesso tempo ha ridotto in modo strutturale il numero potenziale di associazioni ammissibili, incidendo sugli equilibri consolidati del settore.
Un passaggio importante della vicenda risale al 2022, quando il Tar del Lazio, con sentenza numero 14647 del 10 novembre, annullò il Decreto ministeriale numero 432 del 3 novembre 2021 che aveva ricostituito il Comitato includendo dieci associazioni. Il ricorso, presentato da Assotir, contestò la legittimità della composizione dell’organo alla luce delle nuove regole.
A seguito di quella decisione, il ministero procedette a una nuova ricostituzione con il Decreto numero 402 del 22 dicembre 2022, includendo quindici associazioni e applicando i requisiti precedenti alle modifiche del 2021. Il Comitato così ricostituito aveva una durata triennale, con scadenza fissata al 22 dicembre 2025, e ha operato in un quadro normativo destinato a cambiare nuovamente al momento del rinnovo.
In vista della scadenza del mandato, nella primavera del 2025 l’Albo avviò la prima procedura di rinnovo. All’inizio di giugno 2025 il presidente dell’Albo, Enrico Finocchi, emanò il decreto di avvio del procedimento, definendo requisiti e modalità di partecipazione. La procedura venne però annullata nello stesso giorno, a seguito delle contestazioni avanzate dalla Fiap, che ritenne il decreto lesivo della rappresentatività dei propri iscritti.
Dopo l’annullamento del primo tentativo, il 25 giugno 2025 l’Albo riavviò la procedura con un nuovo regolamento, applicando per la prima volta in modo integrale i criteri restrittivi introdotti dal Decreto Legge 121/2021. Il regolamento fissa sette requisiti stringenti, che spaziano dall’ordinamento democratico interno alla coerenza della rappresentanza, dall’anzianità di costituzione alla dimensione della base associativa, fino alla presenza territoriale, alla firma dei contratti collettivi nazionali e alla rappresentanza nel Cnel.
Il termine per la presentazione delle domande venne fissato al 25 luglio 2025 e rispettato dalle associazioni interessate, nonostante le criticità segnalate da alcune sigle. Ma anche questa seconda procedura è stata oggetto di contestazioni. L’8 luglio 2025 Trasportounito annunciò il ricorso al Tar, chiedendo l’annullamento del procedimento e criticando in particolare gli obblighi relativi alle sedi operative e al personale, giudicati non coerenti con la normativa di base. Nonostante ciò, l’iter amministrativo è proseguito fino alla conclusione di gennaio 2026.
Con il Decreto del 28 gennaio 2026 il ministero ha quindi ricostituito il Comitato Centrale, applicando integralmente le nuove regole. La riduzione a undici associazioni è l’effetto diretto della limitazione che consente a ciascuna Confederazione di indicare una sola sigla per l’autotrasporto. Secondo quanto comunicato da Confartigianato Trasporti, alcune associazioni non hanno presentato domanda proprio per l’impossibilità di essere designate dalla propria Confederazione.
Oltre ai rappresentanti delle associazioni di categoria, il Comitato Centrale include il presidente, individuato in un dirigente generale del ministero e attualmente ricoperto da Enrico Finocchi, due vicepresidenti, rappresentanti dei ministeri competenti, delle Regioni e del movimento cooperativo. L’organo mantiene tutte le competenze previste dal Decreto Legislativo 284/2005, dalla gestione dell’Albo al coordinamento territoriale, fino alla determinazione delle quote annuali e all’attuazione delle direttive ministeriali.
La ricostituzione del Comitato è avvenuta garantendo continuità operativa all’Albo, che nel frattempo ha continuato a gestire le attività ordinarie, dalle quote 2026 confermate a 30 euro più importi variabili, agli incentivi per il rinnovo del parco veicolare, fino alle misure su pedaggi e formazione professionale. L’intera vicenda ha ancora una volta posto in evidenza le tensioni interne a un settore caratterizzato da una forte frammentazione imprenditoriale e associativa.
M.L.






























































