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Telecontrollo dei camion al porto di Trieste

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L'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale ha presentato un sistema di smart road per gestire e controllare il flusso di veicoli industriali che viaggiano tra l'interporto e il bacino portuale.


Trieste porto banchina semirimorchio turcoL'11 luglio 2019, l'Asp che governa il porto di Trieste ha presentato il progetto esecutivo del nuovo sistema telematico per controllare il traffico di veicoli industriali tra lo scalo marittimo e l'interporto, che ha lo scopo di ridurre l'intasamento e i tempi d'imbarco. L'Autorità ha sviluppato questo sistema di smart road in collaborazione con Anas e lo ha battezzato Corridoio Meduri, per ricordare Giuseppe Meduri della Società Generale d'Informatica (Sogei), uno dei pionieri di questo progetto. Questo Corridoio si baserà su sistemi di rilevazione e trasmissione dati installati lungo il raccordo autostradale RA14 e RA13 e la Statale 202 Triestina. Le informazioni saranno inviate a un sistema informatico, che calcolerà il tempo di percorrenza dei veicoli tra l'interporto di Fernetti e il porto di Trieste, verificando che sia compatibile con la velocità media dei camion sulla base delle reali condizioni di traffico e meteorologiche.
Le rilevazioni avverranno tramite 24 telecamere in grado di leggere le targhe e sensori che peseranno in camion mentre viaggiano. Grazie a queste informazioni, programma di gestione potrà anche individuare i veicoli che durante il percorso si sono fermati o che hanno compiuto una deviazione con un eventuale carico o scarico non autorizzato delle merci. A queste si aggiungeranno 33 telecamere di contesto che segnaleranno eventuali incolonnamenti, controllando anche il traffico per la sicurezza stradale. Queste immagini serviranno anche per regolare il flusso di camion all'interno del porto, che oggi vede mediamente settecento veicoli al giorno.
Tutte queste informazioni permetteranno all'Autorità portuale di autorizzare all'imbarco semplificato per i veicoli industriali che risulteranno coerenti con i parametri rilevati, evitando quindi ulteriori controlli doganali. In questo modo si ridurranno le attese della merce in porto, ma anche i tempi delle attività portuali e doganali. Viceversa, i veicoli che non risulteranno coerenti potranno essere sottoposti a controlli doganali. Il progetto esecutivo parte ora, grazie a uno stanziamento di 2,7 milioni di euro e l'accordo prevede un tempo di realizzazione di dieci mesi.
"Questo progetto è parte integrante della fase di espansione dei sistemi tecnologici portuali, per la prima volta in un'ottica di sistema portuale e non più di porto marittimo", spiega i presidente dell'Autorità, Zeno D'Agostino. "Al Sinfomar, il Port Community System del porto di Trieste, viene finalmente connessa un'infrastruttura ottica in grado di riscontrare e ricavare la posizione dei mezzi in transito consentendo così la velocizzazione dell'ingresso dei mezzi ai varchi".

© TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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