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Nuove navi e terminal portuali per Grimaldi

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Oltre a lavorare ai prossimi progetti per traghetti e con-ro, la compagnia marittima napoletana vuole allargare i suoi spazi in banchina a Livorno e Salerno.

Grimaldi 5a generazione roRo rendering HansenIl Gruppo Grimadi nel breve termine investirà oltre 50 milioni di euro nei porti per ampliare le proprie superfici operative, mentre lavorerà a nuovi progetti di navi da ordinare entro un paio d'anni. Le novità sulle strategie aziendali giungono della 22ma Euromed Convention svolta ad Atene: Durante la convenzione, l'amministratore delegato Emanuele Grimaldi ha dichiarato: "Dopo aver ordinato dodici navi ro-ro in Cina, aver preso in consegna le prime unità per il trasporto delle auto nuove e aver avviato il programma di allungamento di alcuni traghetti, siamo ora concentrati sui nuovi progetti che riguarderanno la nuova serie Super Star Class della nostra controllata Finnlines, più altre navi multipurpose".
I nuovi traghetti per il Mar Baltico avranno 300 cabine e 5000 metri lineari di garage e Grimaldi vorrebbe costruirli in Europa, mentre le navi definite multipurpose "saranno unità per il trasporto di container e carichi rotabili che rimpiazzeranno le navi che attualmente hanno vent'anni e operano sulle rotte fra Europa, Africa occidentale e Sud America", spiega il fratello Gianluca Grimaldi, anch'egli amministratore delegato. Gli investimenti previsti per il rinnovo del naviglio supereranno abbondantemente il miliardo di euro e prenderanno forma nel corso dei prossimi due o tre anni.
Sul fronte portuale, il gruppo sta acquisendo nuove aree in porto a Livorno, dove Sintermar (joint venture al 50% con il Gruppo Neri) "passerà da gestire 370mila a 500mila metri quadri a fronte di un investimento da circa venti milioni di euro", ha precisato Costantino Baldissara, direttore operativo del Gruppo. A Salerno invece "sono stati rilevati nuovi spazi retroportuali per 100mila metri quadrati e presto verrà realizzato un silos per le auto nuove, con investimento di quindici milioni, come sta già avvenendo nel porto di Valencia con capacità di stoccaggio per 11mila autovetture, con investimento di venti milioni", ha aggiunto ancora Baldissara. "Un ulteriore silos per 18mila auto – ha concluso - è in corso di valutazione nel porto di Anversa, in Belgio".
Unica nota stonata nelle attività del Gruppo Grimaldi è attualmente la controllata Acl (operativa sulle rotte fra Nord Europa e Nord America per il trasporto di container, merci varie e rotabili) perché colpita dall'elevata competizione fra compagnie di navigazione del container, nonché dalla guerra dei dazi fra Europa e Usa che diminuisce gli scambi commerciali. Il management ha avviato un taglio di costi all'interno di Acl per rimanere competitiva su questo mercato "e ciò avverrà tramite l'accorpamento con gli uffici di Grimaldi Lines in Nord Europa con conseguente razionalizzazione del personale più altre sinergie", ha confessato Gianluca Grimaldi.
Da un punto di vista dei risultati di bilancio, il 2018 chiuderà comunque con numeri molto positivi perché le aspettative dei vertici aziendali sono di mantenere un fatturato di circa tre miliardi mentre l'utile dovrebbe attestarsi fra 200e 250 milioni di euro (in calo rispetto ai 300 milioni del 2017).

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