- Libra finanzia le spese legali attraverso fondi d'investimento esteri che acquistano i crediti litigiosi delle imprese danneggiate da cartelli accertati. Per il cartello dei veicoli industriali, la società ha già bonificato oltre 900 aziende italiane a 700 euro per camion con documenti d'epoca e 500 euro senza, con pagamento entro 15 giorni. Il meccanismo esclude qualsiasi esborso anticipato da parte del danneggiato e garantisce l'incasso anche in caso di sconfitta giudiziaria.
- Il cartello del gasolio, sanzionato dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato italiana nel settembre 2025 con una multa da 936 milioni di euro, ha interessato un volume stimato pari al 93% del gasolio venduto in Italia tra il 2020 e la metà del 2023. Tutte le imprese che hanno acquistato carburante in quel periodo hanno potenzialmente i requisiti per aderire all'azione collettiva promossa da Libra, che lavora esclusivamente a risultato ottenuto.
- Per il cartello del cartone ondulato, una perizia commissionata da Libra ha quantificato un sovrapprezzo stimato tra il 15 e il 18% applicato per circa quindici anni dai principali produttori di fogli e di scatole. I settori più colpiti sono quelli ad alto utilizzo di imballaggi: agroalimentare, bevande, automotive, tessile e ceramica. Anche per questo caso è disponibile l'alternativa tra la cessione immediata del credito e la partecipazione all'azione giudiziaria.
Tra gli strumenti di tutela disponibili per le imprese danneggiate da pratiche anti-concorrenziali, il finanziamento del contenzioso rimane in Italia ancora poco conosciuto, nonostante in altri Paesi europei rappresenti una pratica consolidata. A colmare questo vuoto opera dal 2020 Libra, nome commerciale di Finanziamento del Contenzioso Spa, società con sede in Italia e dotata di una struttura di cartolarizzazione dei crediti litigiosi autorizzata e vigilata da Banca d'Italia. La società ha partecipato al Transpotec 2026, dove TrasportoEuropa ha incontrato il Campaign Manager per l’Italia, Alessio Serra.
Il meccanismo su cui si fonda l'attività di Libra prevede il coinvolgimento di fondi d'investimento, quasi sempre esteri, disposti a finanziare l'intero percorso di un'azione di risarcimento: perizie, onorari legali, raccolta delle adesioni e attività di comunicazione. In cambio, il fondo acquisisce una percentuale del potenziale credito. Il punto importante è che l'impresa danneggiata non anticipa nulla e, nella variante del pagamento immediato, incassa perfino una cifra certa e definita a prescindere dall'esito del procedimento giudiziario.
"Le aziende ci dicono che sembra troppo bello per essere vero," esordisce Serra, "ma il finanziamento del contenzioso è uno strumento eccezionale ancora non così diffuso come dovrebbe essere." Il modello si applica a quelle che in gergo giuridico vengono definite azioni "follow on", cioè azioni di risarcimento che seguono una decisione Antitrust già definitiva: l'esistenza del cartello è accertata, resta da provare e quantificare il danno subito dal singolo acquirente.
Il cartello sui veicoli industriali è il caso su cui Libra sta accumulando la maggiore esperienza operativa. La Commissione Europea ha accertato nel 2016 l'esistenza di un'intesa tra i principali costruttori di camion, attiva per circa vent'anni, che innalzò artificialmente i prezzi di listino e da quella decisione sono scaturite in tutta Europa numerose azioni di risarcimento. In Italia, Libra ha condotto tre campagne distinte, con altrettanti diversi fondi d'investimento e regole d'ingaggio lievemente differenti, raccogliendo adesioni tra le imprese di autotrasporto che avevano acquistato veicoli nel periodo interessato.
Il risultato più tangibile di questa attività è rappresentato dai pagamenti già erogati: Serra afferma che oltre 900 aziende italiane hanno ricevuto un bonifico, a 700 euro per camion qualora siano disponibili i documenti d'acquisto dell'epoca - fatture, contratti di locazione finanziaria, prove d'acquisto - e a 500 euro in assenza di tale documentazione. La cifra è inferiore a quanto si potrebbe teoricamente ottenere in sede giudiziaria, ma è certa e immediata: "Abbiamo già bonificato qualche milione di euro in questi anni" annota il dirigente, precisando che tra i clienti soddisfatti una quarantina ha accettato di fare da testimonial per rassicurare le aziende ancora scettiche.
La procedura per aderire alla campagna camion è volutamente semplificata. L'impresa può richiedere una visura nominativa storica del Pra al costo di 26 euro, indicando la propria partita Iva: il registro restituisce l'elenco di tutti i veicoli appartenuti alla flotta nel tempo. Libra effettua una pre-analisi e, se il profilo è compatibile, interroga nuovamente il Pra targa per targa. Solo a quel punto, e solo se il danneggiato accetta l'offerta, si formalizza la cessione del credito e si procede al bonifico entro quindici giorni. Nessun impegno è richiesto nelle fasi precedenti.
Le cause per il risarcimento del cartello camion sono gestite in Italia dallo studio legale Delex, specializzato in azioni collettive di natura Antitrust, e vengono radicate nelle tre Corti italiane specializzate in materia di proprietà industriale e Antitrust: Milano, Roma e Napoli, con prevalenza della prima. Queste sezioni non si pronunciano sull'esistenza del cartello - che è già accertata dalla Commissione Europea - bensì sulla quantificazione del danno, che rappresenta la principale sfida tecnica. Serra ricorda che in Italia si contano circa quaranta sentenze di primo grado sul cartello camion, la maggior parte delle quali ha rigettato le domande per mancata prova del sovrapprezzo. Fa eccezione una recente pronuncia del Tribunale di Milano che, per la prima volta, ha riconosciuto un danno pari all'8% del prezzo pagato, sebbene sia già stata appellata. Ma questo è già un precedente ritenuto positivo.
Il secondo fronte su cui Libra è attiva riguarda il gasolio. Nel settembre 2025 l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha irrogato una sanzione da 936 milioni di euro a un insieme di operatori del settore dei carburanti, accertando un meccanismo definito di "eccesso di trasparenza": la pubblicazione sistematica della componente bio del carburante su una rivista specializzata di settore avrebbe consentito agli operatori di allineare i propri prezzi in modo coordinato, senza un accordo esplicito ma con effetti analoghi a quelli di un cartello. Secondo la ricostruzione di Libra, il fenomeno avrebbe interessato circa il 93% del gasolio venduto in Italia tra il 2020 e la metà del 2023, con una potenziale influenza anche sui prezzi degli operatori rimasti formalmente estranei all'intesa.
Tutte le imprese che hanno acquistato carburante in quel periodo possono potenzialmente aderire all'azione collettiva. In questo caso la documentazione richiesta è più agevole da reperire rispetto al cartello camion, poiché dal 2020 vige l'obbligo di fatturazione elettronica: le fatture di acquisto carburante sono già in formato digitale e consentono di ricostruire i volumi acquistati con relativa precisione. Libra lavora su questo caso esclusivamente a risultato ottenuto: nessun compenso è dovuto se il risarcimento non viene incassato. La società ha già siglato un accordo con la Federazione Autotrasportatori Italiani e prevede che una quota consistente delle 900 aziende già clienti per il cartello camion aderisca anche a questa campagna.
Il terzo caso, più rilevante per la filiera logistica e del confezionamento, riguarda il cartone ondulato. L'Agcm ha accertato un doppio cartello che ha coinvolto i principali produttori italiani di fogli di cartone ondulato - utilizzati dagli scatolifici - e una parte dei produttori di scatole finite, per una durata stimata intorno ai quindici anni. I settori più esposti sono quelli che fanno largo uso d’imballaggi secondari e terziari: agroalimentare, bevande, automotive, tessile, ceramica e componenti d'arredo. Una perizia tecnica commissionata da Libra ha stimato un sovrapprezzo compreso tra il 15 e il 18% rispetto ai prezzi che si sarebbero formati in condizioni di mercato concorrenziale. Per le aziende che nel periodo del cartello hanno acquistato decine o centinaia di milioni di euro di materiale da imballo, l'entità potenziale del danno risulta rilevante. Su questo caso Libra propone alle imprese due alternative: la cessione immediata del credito con incasso in tempi brevi, oppure la partecipazione all'azione giudiziaria con divisione del risarcimento a esito favorevole. La campagna, avviata nel 2021, è ancora in corso e non ha ancora prodotto una definizione giudiziaria.
Accanto alle azioni collettive, Libra ha aperto nel corso dell'ultimo anno una divisione dedicata ai casi individuali. Il modello è analogo: un fondo d'investimento valuta la solidità del credito litigioso, decide se acquistarlo o finanziarne la lite e si assume il rischio dell'esito giudiziario. Questo segmento appare particolarmente utile per le imprese che vantano crediti da danni di varia natura - non necessariamente Antitrust e che non dispongono delle risorse per sostenere un contenzioso civile ordinario, i cui tempi in Italia restano elevati. Serra ha sottolineato che la presenza di un finanziatore esterno consente all'impresa di non cedere alla prima proposta transattiva della controparte, anche quando questa risulta penalizzante, senza dover rinunciare alla causa per mancanza di liquidità.
M.L.






































































